Diossina, esposto di Bonelli: “Stefàno doveva informare i cittadini”

Angelo Bonelli ha presentato questa mattina alla Procura di Taranto un esposto denuncia in relazione agli ultimi allarmanti dati sulla presenza di diossina al rione Tamburi. “Nei mesi di maggio, novembre 2014 e febbraio 2015 – si legge nel documento – si sono registrati valori elevati di diossina nel rione Tamburi di Taranto rispettivamente di: 24,30; 790 e 220 picogrammi/giorno. La media della diossina che si è deposita nella centralina di via Orsini nel periodo tra agosto 2013 a febbraio 2015 è pari a 56,077 picogrammi, un valore più alto della media registrata nello stesso periodo nella cokeria Ilva, pari a 31,866 picogrammi. Anche per i metalli pesanti sono stati registrati valori alti: a marzo del 2014 il cadmio ha raggiunto 1,8 microgrammi”.


imageDi fronte a questi dati i Verdi chiedono sostanzialmente due cose: perchè sono stati tenuti nascosti per quasi un anno e mezzo?  Sono state poste in essere tutte le misure di informazione e prevenzione per la popolazione in ordine ai rischi derivanti dall’esposizione a inquinanti così pericolosi e in dosi così massicce?
“Ho atteso un mese da quando questa vicenda è divenuta di dominio pubblico prima di intervenire – spiega Bonelli – perché speravo che il primo cittadino di Taranto, Ippazio Stefàno adottasse provvedimenti di informazione alla cittadinanza obbligatori per il sindaco. Invece, al di là delle solite lettere, non è accaduto nulla e per questo chiedo alla magistratura di verificare se ci sono stati comportamenti omissivi da parte di Stefàno“.

I contenuti dell’esposto sono stati illustrati durante una conferenza stampa svoltasi nella libreria Gilgamesh cui, oltre Bonelli, hanno partecipato Fulvia Gravame, Luca Piccione, Eliana Baldo e Vincenzo Fornaro, esponenti dei Verdi di Taranto. “Ci troviamo di fronte al solito muro di gomma – aggiunge Bonelli – nessuna risposta, tanti dubbi e la sensazione che il sindaco di Taranto sul caso Ilva abbia paura di disturbare un’azione di risanamento del tutto inesistente. Purtroppo, ancora una volta in questa città, per fare chiarezza su una vicenda che interessa tutti i cittadini, dobbiamo rivolgerci alla magistratura”.




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