Elezioni 1996: leggendo i nomi… spuntano i fatti di oggi

Elezioni 1996: leggendo i nomi… spuntano i fatti di oggi

(parte 12 – le precedenti) Il 21 aprile 1996 si vota per rinnovare il Parlamento italiano; dal voto delle politiche appare con chiarezza solare che la divisione a destra favorisce il centro-sinistra; entra in campo Pinuccio Tatarella, una delle teste pensanti della destra italiana, che si pone come obiettivo prioritario quello di colmare il solco tra AT6 ed il Polo di centro-destra, a costo di sacrificare, momentaneamente, qualcosa nell’immagine del Polo stesso.


L’occasione più ravvicinata sono appunto le elezioni comunali del 9 giugno; con la regia accorta di Tatarella si arriva all’accordo, anche se il percorso  non è lineare per l’opposizione che si manifesta nel Polo a simile accordo: AT6 esprime il candidato Sindaco con Gaetano De Cosmo che raccoglie attorno a sé anche AN, Forza Italia e CCD. Solo la CDU non si accoda ed indica un suo candidato Sindaco. Il Prefetto, intanto. intima a De Cosmo, Sindaco facente funzione, di revocare le deleghe assessorili che ha affidato a Giancarlo Cito, ma De Cosmo non ne fa nulla; il Prefetto sospende De Cosmo e nomina Francesco Leopizzi commissario prefettizio. Cito va su tutte le furie: “non finisce qui. Parlerò ai cittadini”; attacca ancora una volta la Magistratura e chiede la sospensione o il trasferimento del Prefetto Noce.



Ezio Stefàno è il candidato sindaco del centro-sinistra. Non tutti però, ricordando le vicende delle elezioni comunali del 1993, sono convinti della bontà della candidatura dell’ex senatore diessino e probabilmente questo incide anche sulla conduzione della campagna elettorale, soprattutto in occasione del primo turno. Al contrario la destra ha tutto l’interesse, nella strategia “tatarelliana” di traghettare l’elettorato citiano sulle sponde del Polo, a dimostrare la propria affidabilità rispetto all’accordo sottoscritto; e quindi si mobilita al massimo per conseguire la vittoria nei confronti di un candidato, Stefàno, che gode di un grande prestigio in vasti settori della società tarantina. Le vicende giudiziarie di Cito ed anche la non brillante esperienza dell’”interregno” di De Cosmo inducono nelle forze di centro-sinistra la speranza che la parentesi di AT6 possa chiudersi riaprendo una prospettiva di “normalità democratica”.

Ma le cose non vanno in questa direzione.

Già al primo turno i partiti che sostengono De Cosmo conquistano oltre il 50% dei consiglieri e quindi mettono un’ipoteca sul Consiglio stesso in quanto anche se nel ballottaggio vincesse, Stefàno non avrebbe la maggioranza in Consiglio.


 

PartitiVoti%
RIN. JONICA9270.8
A.N.6.4015.7
FORZA ITALIA9.1238.2
AMBIENTE CLUB1.1571.0
C.C.D.6.3945.7
FORZA TARANTO2.3942.1
AT633.73130.2
LISTA QUARANTA1840.2
C.D.U.3.6793.3
RINN. TARANTO3.3603.0
TARANTO DOM.4.7874.3
VERDI1.7221.5
P.D.S.21.06518.9
DELFINO3.1332.8
COMUN. UNITARI1.7301.5
P.P.I.6.2725.6
P.R.C.3.9943.6
MANI PULITE5280.5
M.S.I. FIAMMA5390.5
PROGETTO5660.5

Elezioni comunali (primo turno) – 9 giugno 1996 – Fonte: Ministero dell’Interno

 

Candidati SindaciVoti%
CORVACE7800.6
DE COSMO62.94749.6
QUARANTA2170.2
TAGLIENTE3.3892.7
STEFANO58.12545.8
DELL’ANNO4660.4
RAVELLI5350.4
GENTILE5170.4

Elezioni comunali (primo turno) – 9 giugno 1996 – Fonte: Ministero dell’Interno

 

Il risultato del primo turno naturalmente condiziona la campagna elettorale che porta al ballottaggio nel quale il centro-destra insiste proprio sulla necessità di garantire la governabilità del Comune, che il centro-sinistra non avrebbe potuto garantire.

De Cosmo esce vittorioso.

 

 

 

Candidati SindaciVotiPercentuale
DE COSMO60.80454.8
STEFANO50.09645.2

Elezioni comunali (ballottaggio) – 23 giugno 1996 – Fonte: Ministero dell’Interno

 

Il Consiglio comunale, quindi, risulta così composto:

Gruppo “Alleanza Nazionale”: PETRELLI Fiorentino, DOMINA Liborio

Gruppo “Forza Italia”: CONDEMI Filippo, MESSINESE Arturo, VINCI Francesco, BASILE Emanuele

Gruppo “Centro Cristiano Democratico”: TUCCI Michele, CINIERI Massimiliano

Gruppo “Forza Taranto”: MONFREDI Cosimo

Gruppo “AT6”: CITO Giancarlo, VITANZA Francesco, MONTALTO Giuseppe, GRAVINA Nicola, BRIGANTI Egidio, ROTOLO Vito, RENNA Cataldo, CIRACI Cosimo, DIMAGGIO Federico, CELLAMMARE Girolamo, COLIZZI Cesare, TARANTINO Vito, MERCADANTE Michele, PETRUZZI Umberto, GOLINO Adriano

Gruppo “Rinnovamento Taranto”: NACCARI Giuseppe

Gruppo “Taranto Domani”: PETRONE Carlo

Gruppo “Partito Democratico Sinistra”: STEFANO Ezio, CASSETTA Cosimo, DE SALVE Leonardo, CERVELLERA Alfredo, PALMA Damiano, SCARCIA Sergio, LARUCCIA Vito, RUSCIANO Pietro, LEMMA Annarita

Gruppo “Taranto Solidale”: LIVIANO D’ARCANGELO Giovanni

Gruppo “Partito Popolare Italiano”: CIOCIA Paolo, BRUNETTI Raffaele

Gruppo “Partito Rifondazione Comunista”: CONTINO Michele

Gruppo “Cristiani Democratici Uniti”: TAGLIENTE Nicola

Tatarella è naturalmente raggiante ed esprime “soddisfazione per il risultato, soprattutto dopo la campagna di disinformazione della stampa di sinistra e del Nord sul suo ruolo per l’intesa politico/programmatica tra AT6, FI, CCD, CDU e AN”.

Nel PDS Giovanni Battafarano ammette che “abbiamo perso, verissimo. Riconosciamo la vittoria netta del centro-destra, ma non è una catastrofe. Non è la fine del mondo”. Nino Palma, prima, e gli organismi dirigenti, poi, sottolineano come “il centro-destra ha vinto perché sull’elettorato ha fatto presa il messaggio sulla governabilità che la vittoria della sinistra non avrebbe garantito”.

In una rotonda del Lungomare piena di gente Cito festeggia la sua elezione in Parlamento e quella di De Cosmo al Comune.

Inquietanti alcuni passaggi del suo discorso: “a Taranto comandiamo io e De Cosmo e non sarà consentito a nessun manovratore o manovratori sovvertire il volere del popolo. All’eventuale manovratore faccio sapere che stia bene attento che Taranto potrebbe diventare una polveriera … si ricordasse che sono una bomba atomica vagante”.

Con chi ce l’aveva Cito? Aveva forse compreso che era iniziata la manovra per togliere di mezzo lui ed il suo movimento e cercava in tal modo di stoppare la manovra?

Continua intanto la sua guerra contro il Prefetto Noce: arriva ad “occupare” la Prefettura per la polemica insorta in merito ai tempi del giuramento di De Cosmo a Sindaco.

La sconfitta di Stefàno, dopo quella di Minervini, è come sale su una ferita per la sinistra tarantina; Stefàno ne esce mortificatissimo e decide di abbandonare l’impegno politico per dedicarsi esclusivamente alla sua attività professionale, costretto tra l’altro ad una difficile autodifesa dopo le improvvide dichiarazioni del suo portavoce Lucio Pierri (“a Taranto ha vinto la plebe”) che scatenano un vero e proprio putiferio mediatico.

Come quelli del 1985, del 1987 e del 1993 il momento che attraversa la sinistra è drammatico. Sulla stampa si apre un ampio dibattito.

Le comunali del 1996 sono sicuramente uno snodo fondamentale nella storia politico-amministrativa della Città; il bandolo della matassa si fa sempre più intricato e quello che poteva apparire ai più ottimisti come un fenomeno passeggero comincia a rivelarsi un processo di radicamento strutturale della destra a Taranto.

Ma anche per la coalizione di centro-destra non tutto fila liscio: Cito è troppo abituato a farla da padrone assoluto e quindi al momento di varare la giunta sorgono contrasti sui nomi e sul numero di assessorati da assegnare ai diversi partiti. Alla fine la spunta Cito che fa praticamente il pieno di assessorati.

La Giunta comunale, infatti, era composta dal Vice-Sindaco ROTOLO Vito (AT6) e dagli Assessori CELLAMARE Girolamo (AT6), CIARDO Gianni (Ind.), GRAVINA Nicola (AT6), NOBILE Loredana (AT6),  PIROMALLO Roberto (AN), RUFFOLO Silvio (AT6), SCARLINO Giuseppe (Forza Italia)

Le ripercussioni sono immediate: la giunta non viene votata dai rappresentanti del CCD, Tucci e Cinieri, mentre FI si spacca in quanto Condemi e Basile non votano la giunta.

E’ proprio in Forza Italia che si manifestano i problemi più grossi in merito alla reale rappresentanza in Consiglio in quanto la scelta ricaduta sull’assessore Scarlino viene contestata quale frutto di un accordo personale; si arriva all’espulsione di Messinese che ha duramente contestato Condemi in Consiglio.  Scintille anche tra AT e la stessa Forza Italia: “caro onorevole Cito, si preoccupi della Città, invece di diffamarmi”  è la piccata risposta di Rossana Di Bello ad accuse rivolte nei suoi confronti da parte di Cito.


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