Elezioni, leggendo i numeri. San Giorgio: Ponzetta dopo l’arresto raddoppia i voti

Elezioni, leggendo i numeri. San Giorgio: Ponzetta dopo l’arresto raddoppia i voti

Le urne non mentono mai. Misurano la temperatura esatta. E se in Italia, quelle di ieri, rendono l’immagine del Pd renziano con la borsa del ghiaccio sul capo, la Lega a pezzi, il centrodestra che tiene (senza Pd), la sinistra che si difende bene (senza Pd) e i Cinque Stelle che trionfano ovunque abbiano sostenuto un ballottaggio, in provincia di Taranto i flussi dicono tanto altro. Perché qui l’aria è diversa.


Questa è la terra colpita dalla diossina e da dieci decreti a tutela di quella diossina. Chiudono reparti, si svende l’acciaio, si spendono soldi pubblici a supporto dei privati in arrivo… ma la diossina c’era, c’è e ci sarà. E sotto questo cielo putrido, le discariche sono larghe e profonde. Grandi, grosse, piene con gli inceneritori che puntellano il territorio inquinato, il Mar Piccolo da bonificare e la terra dove gli animali pascolano anche se non potrebbero a ridosso dei fumi. Qui muoiono bambini per colpa dell’industria ma la speranza ancora NO. E la speranza stavolta ha sconfitto gli accordi fumosi delle segreterie. Tutte.



In provincia di Taranto si è andati al voto respirando questo clima nonostante il capoluogo si sia tenuto a distanza dalla contesa, pensando al 2017. A Taranto perde Renzi, perdono i suoi maggiorenti locali, crollano le certezze della politica padronale.

E non va dimenticato il carico dei 500 cassintegrati del porto, dei lavoratori traditi dalle false promesse (Isolaverde) a cui è stata data una nuova speranza alla vigilia del ballottaggio (bonifiche), della Taranto invasa dalla mondezza, del centrosinistra che non ha più nulla di sinistra, della sinistra che prende le distanze dal Pd, del Pd che governa la Provincia con i berlusconiani, Pelillo, Vico e Tamburrano che pensavano di governare l’intero processo politico locale e che adesso si ritrovano con 11 Comuni in meno, Massafra persa dopo dieci anni, Martina franca commissariata e il Pd ionico destituito d’ufficio. E i due flop clamorosi di Grottaglie e Statte.

Un disastro per i detentori del potere consolidato da anni. Una vittoria per chi a questo potere si è ribellato nei circoli (Statte) nelle piazze (Grottaglie) nelle urne (Ginosa) governando il Comune (Laterza) costruendo alleanze alternative allo schema della Nazione qui sperimentato in Provincia. (Massafra… San Giorgio…).


A proposito di San Giorgio, roba da sociopolitica: la piazza ha sentito addirittura il tintinnio di manette. Ponzetta è stato arrestato e scarcerato dopo 24 ore. Al di là della merito e della vicenda in sé, passa agli atti (e magari alle riflessioni di tutti) che il candidato sindaco dopo questa vicenda ha raddoppiato i suoi consensi. E ha sfiorato la vittoria finale.

Infine, i Cinque Stelle. A Ginosa, Vito Parisi quasi triplica i suoi voti in 15 giorni. Di Palma mantiene inalterato il suo bottino ma non basta. Gli elettori di Inglese, che il 7 giugno aveva sfiorato la qualificazione al secondo turno per un pugno di voti, hanno optato per il cambiamento. E’ il crollo di centrodestra e centrosinistra così come i ginosini le conoscevano da ventitrè anni.

I risultati e i flussi, paese per paese: Grottaglie (Plebiscito D’Alò) – Ginosa  (Cinque Stelle decolla con i voti di Inglese) – Laterza (Lopane si conferma) – Massafra (Gentile perde voti rispetto al primo turno) – San Giorgio Jonico (Ponzetta raddoppia ma non basta, Fabbiano sindaco).


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