Ex Alenia di Grottaglie, produzione in frenata fino al 2022

Ex Alenia di Grottaglie, produzione in frenata fino al 2022

“I recenti accadimenti legati alla diffusione della pandemia globale e alle conseguenti ripercussioni generate dall’azzeramento del trasporto aereo e alla inevitabile crisi del mercato dell’aviazione civile, hanno aggravato la situazione già complicata della Leonardo di Grottaglie. Ecco perché prossimamente verrà annunciata una iniziativa pubblica sul futuro del sito, nel rispetto dei limiti vigenti, chiedendo la partecipazione dei parlamentari ionici e della presidenza della Regione Puglia, a valle dell’incontro convocato dalla Regione con l’azienda per il 29 giugno prossimo, affinché ognuno venga richiamato alle proprie responsabilità dinanzi all’attuale situazione, al fine di evitare che si trasformi nell’ennesima emergenza occupazionale in un territorio martoriato da annose vertenze industriali”.


E’ quanto emerge da una nota firmata da Antonio Talò, segretario generale della Uilm di Taranto e dalle Rsu Uilm dello stabilimento. “Prima dell’emergenza sanitaria – spiegano – era stato annunciato dall’unica committente Boeing un rallentamento del rate produttivo, dalle precedenti 14 alle 10 serie al mese. L’effetto delle norme anti contagio sul traffico aereo e la riduzione della capacità globale delle compagnie aeree, hanno anticipato la suddetta riduzione generando ad oggi la pianificazione di un’ulteriore decrescita produttiva che interesserà anche il 2021 e 2022, così come definito dall’azienda durante l’incontro sindacale del 9 giugno scorso”.



La Uilm ritiene “improrogabile che la Leonardo intervenga con un piano solido di rilancio delle aerostrutture, nel quale la responsabilità della one company (visto la trasformazione del 2016 da Holding finanziaria ad unica società divisionalizzata) debba essere quella di mettere a fattor comune il business delle strutture lavorando in maniera interdivisionale, oppure generando un rafforzamento di alleanze con grandi player mondiali nel campo delle aerostrutture, attraverso una joint venture che rafforzi finalmente il brand di mercato e garantisca le prospettive produttive solide mancanti ad oggi”.

“I lavoratori di Grottaglie – si legge ancora del documento della Uilm – hanno reso possibile una ricostruzione dei processi produttivi generando un efficientamento dello stabilimento che sarebbe dovuto servire a portare nuovo lavoro svincolandolo dalla piaga della monocommittenza, attraverso il Global settlement siglato con il cliente nel 2017. Inoltre, anche nel campo delle tecnologie e dell’innovazione, in collaborazione con i centri di ricerca pugliesi, l’Università del Salento e il Politecnico di Bari, i lavoratori del sito hanno dimostrato di possedere una competenza che deve servire come motore di crescita per un’azienda leader nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza. In tali settori è mancato un raccordo organizzativo e, probabilmente, il vero credo aziendale necessario a dirottare gli investimenti utili a tramutare il lavoro svolto in opportune iniziative di diversificazione produttiva, passando dalla sperimentazione/prototipazione alla conseguente commercializzazione/produzione di nuove attività. Per di più non possiamo permettere che l’attuale situazione generi ricadute future negative sui lavoratori sociali, quelli di Fata e degli appalti”.


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