Ex Ilva, la Camera conferma la cancellazione dello scudo penale

Ex Ilva, la Camera conferma la cancellazione dello scudo penale

La Camera dei Deputati ieri ha approvato la conversione del decreto legge 101 del 3 settembre 2019, meglio noto come “salva imprese”. Sul provvedimento è stata posta la fiducia: 325 favorevoli,  225 contrari. Il testo prevede un solo articolo ed è stato approvato senza emendamenti ed articoli aggiuntivi rispetto al testo giunto da Palazzo Madama. Dopo il Senato, quindi, anche la Camera dei Deputati conferma la cancellazione delle norme sul cosiddetto “scudo penale” precedentemente concesso ai gestori dello stabilimento siderurgico di Taranto, per l’arco di tempo necessario all’attuazione del piano ambientale.


Per Stefano Bellavita e Francesco Rizzo, rappresentanti rispettivamente dell’Usb nazionale e locale si tratta di una “buona notizia per Taranto”. Secondo il sindacato di base non si può “derogare al diritto alla salute ed al rispetto dell’ambiente”. E aggiungono: “Incomprensibilmente da parte di alcuni sindacalisti giungono ora minacce di rivolta”. Il prossimo 5 novembre Usb incontrerà il ministro Patuanelli per discutere del futuro di Taranto. Il Mise rimedia, in questo modo, alla mancata convocazione dei giorni scorsi in seguito alla quale l’Usb aveva indetto uno sciopero proprio per il 5 novembre. L’agitazione è stata momentaneamente revocata in seguito alla convocazione del Mise. Bellavita e Rizzo invitano, infine, “parlamentari e sindacalisti che, con il pretesto del carattere strategico della siderurgia, pretendono di imporre nuovi e vecchi veleni, ai lavoratori ex Ilva ed ai cittadini, a trasferirsi, insieme ai loro cari, nei caseggiati che costeggiano lo stabilimento di Taranto”.



In una dichiarazione all’agenzia Agi, Valerio D’Alò segretario nazionale della Fim-Cisl, responsabile della siderurgia, tarantino, si sofferma sullo “spoil system” in corso ai vertici di ArcelorMittal Italia. “Da Morselli a Ferrucci, in ArcelorMittal – dice il sindacalista – si stanno insediando i manager che hanno gestito i pesanti tagli di forza lavoro in Acciai Speciali Terni e questo fa prefigurare che anche il siderurgico di Taranto si sta avviando verso un certo tipo di percorso. Inutile negare che a Taranto la preoccupazione tra i lavoratori è molto forte e reale”. Il riferimento è all’insediamento, nella carica di direttore delle Risorse Umane, di Arturo Ferrucci (ex Ast Terni) che sostituisce Annalisa Pasquini che va via dopo un anno circa di permanenza in ArcelorMittal. Ast è stata scenario, negli anni scorsi, di un durissimo scontro sindacale sugli esuberi.

“Ci saremmo aspettati che l’ad Morselli incontrasse i sindacati ed avesse un confronto con loro, questo invece non è sinora avvenuto, mentre assistiamo – aggiunge D’Alò – a cambi di manager che destano preoccupazioni e interrogativi. Lo stesso Governo, d’altronde, con i ministri Patuanelli e Provenzano, ha in un certo senso rilanciato quello che ha detto l’azienda, ovvero che ci sono problemi seri e che il Governo già pensa a quali strumenti attivare per gestire la crisi. Faremo il punto col Governo, speriamo molto presto – conclude D’Alò – ma la nostra linea non è certo quella di buttare a mare l’accordo di settembre 2018 bensì di seguire il percorso che ci siamo dati tutti: risanare la fabbrica, metterla in sicurezza e a norma ambientalmente, farla ripartire da un punto di vista produttivo e difendere i posti di lavoro”. 


Annunci


Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to