Facies Passionis, nuovo record di visitatori

Facies Passionis, nuovo record di visitatori

Sono stati oltre 11.500 i visitatori che in quattro giorni di apertura, hanno varcato la soglia della chiesa del Carmine di Taranto per visitare la seconda edizione della mostra “Facies Passionis” che, attraverso dieci statue delle processioni della Settimana Santa, ha voluto raccontare la Passione di Gesù e, al tempo stesso, veicolare un messaggio di fede e di arte, sottolineando il ruolo positivo delle Confraternite.


Quest’anno, oltre alla Puglia, era rappresentata anche la Sicilia con Trapani, presente con due statue del Ceto muratori e scalpellini e del Ceto calzolai, calzaturieri e pellettieri. Diversi anche i gruppi statuari esposti, tutti di grande impatto emozionale e visivo. I numeri finali del 2019 migliorano il bilancio, già positivo, dell’edizione del 2018 (10mila visitatori), nonostante le avverse condizioni meteo che hanno creato qualche difficoltà a chi potenzialmente era intenzionato a visitare la mostra.



La rassegna si è conclusa al Castello Aragonese con un incontro dei priori delle Confraternite partecipanti, cui è seguita la messa nel Santuario della Madonna della Salute, nella città vecchia, celebrata dal monsignor Marco Gerardo, padre spirituale dell’Arciconfraternita del Carmine di Taranto che organizza l’evento.

Anche l’assessore comunale alla Cultura, Fabiano Marti non nasconde il suo entusiasmo per il successo dell’iniziativa. “Siamo davvero entusiasti della risposta del pubblico, una folla numerosa e appassionata. Da amministratori e tarantini innamorati delle nostre tradizioni ringraziamo di cuore la Confraternita del Carmine e, in particolare, il priore Antonello Papalia e il Padre spirituale Marco Gerardo per la meravigliosa iniziativa. La Settimana Santa rappresenta la storia di Taranto, un elemento distintivo e un’attrazione unica che caratterizza la nostra città nel periodo pasquale. La fede e la passione si uniscono alla promozione del territorio e al marketing in una simbiosi imprescindibile che deve rappresentare, per Taranto, una freccia che per troppo tempo è rimasta ferma nella faretra e che, con l’aiuto di tutti, deve al più presto essere lanciata lontano”.


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