Fiaccolata, dopo il silenzio le polemiche

Fiaccolata, dopo il silenzio le polemiche

Le bandiere a mezz’asta di ArcelorMittal Italia, le contestazioni al presidente Michele Emiliano. Dopo il silenzio composto e commosso di un’intera città, è l’ora delle polemiche. Sulla pagina Facebook del produttore siderurgico ieri pomeriggio è comparso questo post: “Per esprimere la nostra vicinanza alla comunità di Taranto, in ricordo di Giorgio Di Ponzio e dei giovani tarantini scomparsi, oggi abbiamo esposto a mezz’asta le bandiere dello stabilimento di Taranto e invitato i colleghi a unirsi al lutto cittadino proclamato dal Comune”.


GENITORI TARANTINI – Il breve testo è accompagnato dalla foto che pubblichiamo a corredo di questo articolo. Per “Genitori tarantini”  il gesto è offensivo. “Nella giornata dedicata al ricordo delle piccole vittime delle produzioni industriali altamente inquinanti, nella cui classifica vi piazzate, irraggiungibili, al primo posto – scrive l’associazione – avete avuto l’ardire offensivo di calare, oltre a quella italiana e a quella della Comunità europea, la vostra bandiera a mezz’asta. La vostra bandiera non è riconosciuta, dal popolo tarantino. Ebbene, la vostra decisione, abbondantemente pubblicizzata nella giornata dedicata agli angeli più preziosi della nostra città, è un’offesa che l’intera comunità tarantina non può accettare. I proclami ufficiali, all’atto della consegna nelle vostre mani dell’azienda siderurgica, cozzano con i dati che stanno venendo alla luce in questi giorni (dati Arpa Puglia)”.



ARCELORMITTAL ITALIA – La replica dell’azienda siderurgica non si è fatta attendere. “ArcelorMittal Italia – si legge in una nota stampa – dichiara che il proprio stabilimento di Taranto è strettamente controllato secondo i più alti standard disponibili e dotato di tutti i sistemi di monitoraggio delle emissioni prescritti dalla Autorizzazione Integrata Ambientale e dal DPCM 29.09.2017, riferiti alle diverse matrici ambientali (aria, acque, rifiuti, suolo, etc.). L’azienda conferma di essere pienamente conforme a tutte le regole imposte dall’Aia. ArcelorMittal Italia ricorda, infine, di essere impegnata a realizzare un piano ambientale che prevede l’investimento di più di un miliardo di euro entro il 2023 e che renderà lo stabilimento di Taranto il migliore stabilimento d’Europa in termini di tecnologie utilizzate e progetti realizzati. Si tratta del piano più ambizioso mai intrapreso in una acciaieria in funzione. Parlando dei risultati finora ottenuti, sottolineiamo che sono state rispettate tutte le scadenze previste al 31.12.2018. Già da solo l’avanzamento della copertura dei parchi minerali (unica in Europa), unitamente agli altri interventi già avviati e in divenire, conferma l’impegno e la volontà dell’azienda di trasformare tutti gli impegni presi in risultati tangibili con la massima trasparenza nei confronti della comunità”.

EMILIANO CONTESTATO – L’altro fronte di polemica riguarda il governatore della Puglia. Michele Emiliano ieri sera si è presentato al corteo ed è stato oggetto di contestazioni. Ecco cosa scrive sul suo profilo Facebook. “Ho risposto che ero pronto a prendermi anche gli sputi per essere presente a quel corteo come era mio dovere. Era mio dovere essere lì con i cittadini perchè ho la coscienza a posto. Non ho mai accettato i decreti salva Ilva che ho sempre giudicato incostituzionali e sto costituendo la Regione Puglia nel giudizio che di recente è stato aperto presso la Corte Costituzionale dal Gip presso il tribunale di Taranto per cancellare questi decreti. Ho la coscienza a posto perchè non ho mai fatto promesse di chiusura della fabbrica e perché sapevo che non sarebbe dipesa da me questa decisione. Per combattere i decreti Ilva e un piano ambientale che non garantisce la salute di nessuno, ho rotto i rapporti politici col governo a guida PD prima e col governo a guida 5 stelle poi. E sono ancora l’unico esponente di vertice delle istituzioni della Repubblica italiana ad essere stato presente stasera assieme a pochi consiglieri comunali e regionali”.

LE CRITICHE DI LIVIANO – Critiche severe a Emiliano giungono dal consigliere regionale tarantino Gianni Liviano. “Non sono andato al corteo perchè nessuna ombra di strumentalizzazione potesse ricadere su quella manifestazione. Ho visto, invece, che al corteo c’era il presidente della Regione Michele Emiliano.
Dall’inizio di questa consiliatura, a costo di diventare pedante e ripetitivo, sto elemosinando in Regione fondi per Taranto. Li elemosino per il rafforzamento dell’offerta formativa (che ha l’obiettivo di far rimanere i nostri giovani a Taranto e di alzare il livello della città), per la diversificazione delle prospettive economiche, per il miglioramento della sanità e dei trasporti. Li elemosino chiedendo, prima, disperatamente, di fare una Legge Speciale per Taranto e poi, dopo averla fatta, di finanziarla. E ha, ora, la sfacciataggine di camminare con noi, con la nostra gente, con i nostri morti, per fare sfilate, per mettersi in mostra e per usarlo come cavallo di battaglia di qualche intervista in questa spasmodica ricerca di visibilità mediatica”.



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