Fim, Fiom, Uilm: Situazione insostenibile con Mittal. Pronti a fermare gli impianti

Fim, Fiom, Uilm: Situazione insostenibile con Mittal. Pronti a fermare gli impianti

Situazione insostenibile nello stabilimento ArcelorMittal di Taranto. Lo affermano le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm in un documento inviato al prefetto di Taranto, stilato al termine della riunione tra segreterie, coordinatori ed esecutivi per decidere iniziative di mobilitazione.


I sindacati nella nota inviata anche alla stampa parlano di “una situazione
ormai divenuta insostenibile sia per l’assenza di relazione industriali, per la mancanza di sicurezza sugli impianti che in merito all’utilizzo massiccio della cassa integrazione”. Secondo Fim, Fiom, Uilm, “in fabbrica si vive oramai in un clima di terrore in cui qualsiasi episodio viene utilizzato dalla multinazionale per licenziare i lavoratori senza verificare le vere ragioni della causa che ha scatenato l’incidente. Per Fim, Fiom e Uilm invece le
cause sono da ricercare nella mancanza di una programmazione di manutenzioni ordinarie e straordinarie tale da determinare un clima di incertezza anche per gli stessi lavoratori che ogni giorno, nonostante le tante difficoltà, garantiscono la continuità produttiva”.



“Nel frattempo – prosegue il documento inviato al prefetto – siamo completamente all’oscuro rispetto ad una trattativa che vede impegnati governo ed azienda senza che vi sia un coinvolgimento delle parti
sociali e delle istituzioni locali. In merito alla situazione dei lavoratori dell’appalto segnaliamo una condizione di criticità legata ad una inspiegabile sostituzione di ditte del territorio per far spazio ad aziende senza un comprovato motivo, se non quello dell’abbattimento del costo del lavoro a discapito della sicurezza. Fim, Fiom e Uilm ritengono non più rinviabile una tavolo di confronto che metta al centro, a partire dai lavoratori di Ilva in AS, la questione del lavoro, del salario e della prospettiva ambientale e industriale del sito di Taranto”.

I sindacati dei metalmeccanici annunciano che “in assenza di un’apertura di un tavolo di trattativa che dia risposte definitive a migliaia di lavoratori saremo costretti ad intraprende forti azioni di lotta che potrebbero determinare seriamente il fermo degli impianti”. Fim, Fiom e Uilm hanno convocato mercoledì 11 novembre il Consiglio di fabbrica dei Rsu ArcelorMittal e Appalto.


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