Flavia Piccinni: “Bellissime” su Netflix. In uscita “Sarah” il libro sul caso Scazzi

Flavia Piccinni: “Bellissime” su Netflix. In uscita “Sarah” il libro sul caso Scazzi

Periodo fecondo per Flavia Piccinni, giornalista e scrittrice tarantina. Da lunedì il film tratto dal suo “Bellissime” arriverà in tutto il mondo sulla piattaforma Netflix. E fra meno di un mese sarà in libreria con “Sarah” (Fandango), romanzo verità sul caso Scazzi, firmato con Carmine Gazzanni. Insieme due anni fa avevano già scritto “Nella Setta” (Fandango), di cui è in corso una trasposizione televisiva e uno spettacolo teatrale. Intanto Flavia Piccinni – 33 anni, originaria di Taranto – lavora a Rai1, per un nuovo programma dell’estate che racconterà le bellezze italiane e si muove dietro le quinte dell’editoria indipendente con la sua casa editrice Atlantide, in procinto di lanciare una nuova collana.
“Bellissime” era stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. E adessoarriva su Netflix in tutto il mondo. Felice?
“È qualcosa di sorprendente e inaspettato. In realtà quando Bellissime uscì per Fandango, esattamente tre anni fa, non pensavo che sarebbe accaduto tutto questo. Volevo solo capire e dunque raccontare cosa accade dietro i riflettori e le sfilate del mondo bambino, perché è qualcosa che in modo collaterale influenza tutta la società, e soprattutto l’immaginario collettivo e stereotipato”.
Il libro è stato un successo. Ha dato adito a tre interrogazioni parlamentari e a una proposta di legge sul mondo delle baby modelle, oltre a vincere numerosi riconoscimenti come il Premio Benedetto Croce e il Premio Enea. Come avete scelto cosa raccontare?
“Con la regista Elisa Amoruso, già nota per aver girato il documentario su Chiara Ferragni che è stato un caso al botteghino, e la sceneggiatrice Antonella Gaeta – nota per il sodalizio con il bravissimo Pippo Mezzapesa – abbiamo scelto di indagare la storia della modella bambina più famosa degli anni Novanta e delle sue due sorelle altrettanto belle. Volevamo capire cosa accade a chi, come loro, da bambina è travolta dal successo. Ci siamo trovate davanti una storia incredibile, che ci ha sorpreso moltissimo”.
Perché?
“Il cuore della narrazione, un po’ come accaduto nel libro, si è rivelata essere legato alla madre: sessant’anni, un palo da pole dance in salotto, protagonista di calendari e vincitrice di numerosi concorsi di bellezza in categoria Over. Una donna dura, appariscente e molto focalizzata sul corpo e sull’apparenza che se ne infischia del giudizio degli altri – compreso quello delle figlie – e che vive con una libertà incredibile. Ne è uscito fuori un documentario sul tempo che viviamo, sull’ossessione per l’apparire e sulle ambizioni. Ma anche una riflessione sulla superficialità, sulla mancanza di valori e su tutto quello che facciamo per comunicare un’immagine, spesso farlocca, da vincenti”.
E ora, nuovi progetti?
“Sto lavorando come autrice a un nuovo programma di Angelo Mellone che andrà in onda per tutta l’estate su Rai1 e che farà scoprire agli italiani il nostro meraviglioso Paese, perché non è necessario andare all’estero per rimanere incantati. Con Atlantide BLU porteremo poi in libreria tre libri incredibili.Il 16luglio uscirà poi per Fandango la nuova inchiesta, che ha molto del romanzo, scritta con Carmine Gazzanni”.
Di cosa parla il nuovo libro?
“È incentrato sulla storia di Sarah Scazzi, la 15enne brutalmente assassinata ad Avetrana. È una storia incredibile, che portò sotto i riflettori l’intera famiglia della ragazza e quella degli zii. Michele Misseri, Cosima Serrano e Sabrina Misseri sono entrati nell’immaginario collettivo. Ci abbiamo lavorato per due anni. Abbiamo molto materiale inedito, confessioni ed elementi che mostrano su più piani come questa storia intrecci il pregiudizio giudiziario alla perdita dell’innocenza di tutti gli italiani”.
In che senso?
“Quando Federica Sciarelli rivelò alla madre di Sarah, Concetta, che la figlia era morta in diretta televisiva nel corso di Chi l’ha visto? si è rotto qualcosa per tutti noi. Il “caso Scazzi”, come è stato brutalmente ribattezzato, ha raccontato in potenza non solo un Sud arcaico e selvatico, il nostro Sud, ma anche i pericoli del voyeurismo. Abbiamo affondato le mani in questa materia oscura. E adesso siamo pronti a consegnarla ai lettori”.
Ancora giornalismo d’inchiesta e investigativo, una passione che dà ottimi risultati: “Nella Setta” è stato un successo ed ha vinto il Premio Mattarella Giornalismo e il Premio Giornalismo Investigativo Europeo.
“Quella è stata un’inchiesta molto faticosa, che ancora oggi ha strascichi giudiziari, e che ci ha dato enormi soddisfazioni umane. Dare voce alle vittime dell’Archeosofia, rispetto alla quale la Polizia di Stato partendo dal libro ha aperto un’inchiesta, è forse una delle mie più grandi soddisfazioni personali. Credo che la scrittura non possa prescindere dall’impegno umano e civile. In questo tempo più che mai”.



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