Flavia Piccinni: Indago il lato oscuro per capire la realtà

Flavia Piccinni: Indago il lato oscuro per capire la realtà

Quattro appuntamenti in Puglia per il libro-inchiesta di Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni “Nella setta” (Fandango). Si comincia questa sera, a Taranto, città che ha dato i natali alla Piccinni. L’appuntamento è alle 18,30, in via Fiume 12, nella sede dell’associazione “La città che vogliamo” che ha organizzato l’iniziativa.


Gianni Liviano introdurrà l’incontro che sarà condotto dal nostro direttore Michele Tursi. Sabato 2 febbraio “Nella setta” sarà presentato a Noci (Ba), alle 16.30, a Dama D’Angiò e alle 19 a Palagianello (Ta) al Castello Stella Caracciolo. Infine, domenica 3 febbraio, appuntamento alle 18.30, nel Castello di Monopoli (Ba).



Il libro è già alla seconda ristampa ed è al centro di un dibattito molto acceso. Le rivelazioni contenute nel volume hanno spinto la polizia ad aprire un’inchiesta sull’organizzazione Archeosofia, rivelata nel libro per la prima volta. Numerosi i documenti fino ad oggi segreti e riservati che stanno venendo fuori in questi giorni: dai pedinamenti della Soka Gakkai ai misteriosi monaci Durjaya con sede a  Torino.

Flavia Piccinni in “Bellissime” lei denuncia usi e abusi del mondo patinato delle baby modelle. “Nella Setta” è un viaggio nell’occulto made in Italy. L’affascina il lato oscuro della società italiana?
“Mi affascina tutto quello che non si vede. Mi affascina capire i meccanismi di mondi che si auto-proteggono, e che cercano di mostrare soltanto un’unico volto, spesso nascondendo abusi e violenze. Mi piace cercare di capire la realtà, e di farlo ascoltando più voci, ma anche guardando con i miei occhi”.

Il fenomeno delle sette coinvolge circa 4 milioni di italiani. Disperazione, curiosità, voglia di trasgredire, noia, cosa spinge ad avvicinarsi ad una di queste realtà?
“Un momento di fragilità, come la perdita del lavoro, il divorzio o un lutto. A volte in un momento difficile capita di rivolgersi a persone nuove, affabili e gentili; sembrano volere il nostro bene e poi, senza che ce ne accorgiamo, ci rendiamo conto che tendono a rendere la nostra vita un inferno, come tanti fuoriusciti ci hanno detto”.


Lei e Carmine Gazzanni vi siete infiltrati in questo mondo. C’è stato un momento in cui avete temuto per la vostra incolumità o siete stati scoperti?
“Non abbiamo mai temuto, perché abbiamo cercato sempre di guardare senza pregiudizio e di indagare senza malizia. O, meglio: non abbiamo mai temuto fino a quando il libro è uscito. Dopo, più di un evento preoccupante si è verificato”.

Tre libri-inchiesta e tre romanzi all’attivo, Flavia Piccinni più giornalista o narratrice?
“Penso che il compito di ognuno di noi – come individui, prima che come scrittori o giornalisti – sia quello di restare fedeli a noi stessi. Cerco di dare voce alle storie che mi appassionano, non penso alle qualifiche, ma al restare in ascolto”.

Nuovi progetti?
“In primavera uscirà il docufilm che Fandango Cinema con Timvision ha prodotto partendo da Bellissime. E sempre in primavera uscirà, a undici anni dalla sua prima edizione, il mio romanzo d’esordio “Adesso Tienimi” per TerraRossa. Aspetto che passi il freddo con ansia”.

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