Fusco, dal 1907 ad Urban: storia del teatro che non c’è

Fusco,  dal 1907 ad Urban: storia del teatro che non c’è

Taranto all’inizio del ‘900 aveva numerosi teatri, come il “Politeama Paisiello”, il “Teatro Santangelo”, l’ “Alhambra” e numerosi altri.
Il 24 marzo 1907 fu inaugurato, in via Ciro Giovinazzi, il “Cinematografo Internazionale”, costruito per iniziativa dell’imprenditore Gennaro Fusco; nella programmazione si alternavano spettacoli teatrali e proiezione di film: tra le stelle dell’epoca, calcò il suo palco la grande Gilda Mignonette.
In seguito prese il nome di “Cinema Nazionale”; era costruito interamente in legno, per cui si temeva che potesse essere distrutto da un incendio, come era successo ad altri teatri cittadini.
Per questo nel 1927 venne demolito e ricostruito in muratura.


Il 24 dicembre 1928, a lavori ultimati, rivide la luce cambiando di nuovo nome e prendendo quello di “Cinema-Teatro Fusco”: riprese così la programmazione, soprattutto di film.



 

Prima dello scoppio della seconda guerra mondiale ospitò anche rassegne di film tedeschi, in onore dell’alleanza tra l’Italia fascista e la Germania nazista; ed in quest’ultima occasione le insegne naziste furono affisse sull’esterno del Teatro.
All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943, venne occupato dalle truppe d’occupazione, ospitando, fra un film e l’altro, anche incontri di boxe.

4) Peppino De Filippo 5) Nino TarantoAndate via da Taranto le truppe d’occupazione, la programmazione del “Fusco” riprese normalmente, con la proiezione di film, ma ospitando anche numerose compagnie teatrali dell’epoca; calcano quindi il palcoscenico del “Fusco” attori come Peppino De Filippo, Renato Rascel e Nino Taranto.

Il “Fusco” è anche sede di importanti iniziative culturali: nel 1948 l’editore Lacaita di Manduria,  che intendeva coagulare un ampio fronte della cultura anticonformista,  organizza il primo Convegno Pugliese per la laicità dello Stato e della scuola Nazionale.

Tra la seconda metà degli anni ’40 e la prima metà degli anni ’50 del secolo scorso a Taranto i cinema erano numerosi e sempre gremiti; ma nella seconda metà degli anni ’50 cominciano a vivere un primo momento di crisi, con l’arrivo della televisione.


Una televisione che col passare degli anni diventerà sempre più “invasiva” e con sempre più numerosi canali.
6) Foyer del FuscoA partire dagli anni ’60 la programmazione del “Fusco” è quasi esclusivamente dedicata alla proiezione di film; sempre più rari si fanno gli spettacoli teatrali e musicali.

A Taranto, come anche in altre parti d’Italia, cominciarono, per il calo vertiginoso di spettatori, a chiudere una serie di cinema e di arene, tra cui l’”Odeon”, il “Vittoria”, l’”Impero”, l’”Arena Artiglieria”, l”Arena Corallo”.

Questa stessa sorte toccò infine anche al “Fusco” che col piano Urban, negli anni 2000, sindaco Rossana Di Bello, fu acquistato dal Comune  per 3.873.550 euro.

Da quel momento il vecchio e glorioso “Cinema-Teatro Fusco” per il quale si auspicava una “rinascita”, inizia a conoscere una serie di traversie.

Nel 2006, inoltre, viene dichiarato il dissesto del comune di Taranto e la nuova Giunta, eletta dopo le elezioni del 2007, si trova ad affrontare anche questo problema.

Nel 2008, riferendosi proprio agli immobili acquistati con i fondi Urban (Fusco, Palazzo Troylo e Palazzo Carducci), l’assessore Lucio Pierri dichiara: “Queste strutture sono state, in effetti, acquistate con i fondi comunitari ma abbiamo già ricevuto una diffida dalla Ue. Ovvero, se non daremo una destinazione d’uso a questi tre palazzi, saremo costretti a restituire i soldi al mittente. Sarebbe una tegola incredibile.”

Rispetto al “Fusco” lo stesso assessore precisa: “Per il cineteatro Fusco, elaboreremo un project financing (progetto di finanza) in modo da far gestire a degli imprenditori privati la struttura per un determinato numero di anni”.

In linea con questo proponimento, a febbraio del 2012, nell’ambito del programma delle opere pubbliche 2011-2013 del comune di Taranto, viene emanato il bando per il project financing ”Realizzazione Teatro di tradizione ex cinema Fusco – Parcheggio e piastra commerciale Rotonda Lungomare”, attraverso il quale i privati che avessero recuperato e ristrutturato il “Fusco” avrebbero avuto anche la concessione della gestione di un parcheggio, con annessa galleria, sotto alla Rotonda del Lungomare. Importo previsto: 30 milioni di euro.

Scelta discutibile, anche dal punto di vista tecnico, che scatena grandi proteste in città e che veniva prontamente ritirata.

Sul problema cala quindi il silenzio, alla ricerca di nuove soluzioni; e nel mese di gennaio del 2014  cambia ancora il progetto di ristrutturazione del “Fusco”.

Cambia la capienza; quella originaria era, infatti, prevista intorno ai 300 posti a sedere: troppo pochi, però, secondo alcuni osservatori per attirare le compagnie teatrali e per far portare in scena a Taranto le loro rappresentazioni.

Ed allora, dunque, la nuova proposta progettuale prevede che il “Fusco” abbia non meno di 500 posti. Ma non solo. All’interno del contenitore culturale, sulla sinistra rispetto all’ingresso, troverebbe spazio anche un booking shop, una piccola libreria in cui magari poter vendere anche alcuni gadget. Non verrà, però, utilizzato tutto l’immobile. Rispetto agli anni in cui gli spettatori potevano sedersi in platea ed in galleria, ora saranno chiuse le prime due «logge» o dette anche gallerie superiori. Altrimenti, i costi salirebbero in maniera esponenziale. Nei giorni, nelle serate, in cui la struttura non sarà utilizzata come teatro, sarà possibile allestire lì dentro delle mostre o magari anche proiettare dei film o ancora organizzare dei dibattiti o presentare dei libri.

I tecnici dell’Amministrazione comunale (direzione Urbanistica) inviano gli allegati ai Vigili del Fuoco per chiedere ed ottenere il relativo ed obbligatorio parere.

A febbraio dello stesso anno l’assessore regionale Barbanente annuncia: «Abbiamo aiutato il Comune a recuperare le risorse per la rigenerazione urbana. Sette milioni in tutto, 2,8 circa destinati all’isola, gli altri per il teatro “Fusco”. Soldi di Urban che altrimenti sarebbero andati persi.”

Si arriva quindi a ottobre dello stesso anno, quando il presidente della Giunta regionale, Nicky Vendola, scrive al sindaco di Taranto evidenziando che “in vista della chiusura dell’attuale ciclo di programmazione e avendo consapevolezza che nel Programma PIC URBAN TARANTO 2000- 2006 sono stati finanziati alcuni progetti non completati nei termini previsti dal Regolamento comunitario con specifico riferimento a Palazzo Carducci, Palazzo Troylo e Teatro Fusco” sollecita “ogni utile iniziativa volta ad assicurare il completamento di questi interventi nei termini previsti dalle scadenze comunitarie”. Nella lettera inviata al sindaco Stefàno si leggeva: “Per evitare la restituzione alla Commissione Europea degli importi già rendicontati nel Programma PIC Urban (pari a circa 6 milioni di euro) la Regione Puglia si è impegnata ad assicurare il completamento dei tre progetti suindicati a valere sulle risorse del PO FESR Puglia 2007-2013, come espressamente richiesto dall’Unione Europea quale condizione indispensabile per confermare il finanziamento iniziale a favore del Comune di Taranto”.

Vendola, infine, esprimeva al sindaco “grande preoccupazione per i consistenti ritardi che caratterizzano da tempo l’attuazione degli interventi (la cui rendicontazione completa deve avvenire entro e non oltre il 2015) che, qualora confermati, comporterebbero un danno economico per entrambe le Amministrazioni coinvolte, nonché la perdita di importanti opportunità per contribuire a rilanciare le sorti di una città già particolarmente segnata come Taranto”.

Giungono rassicurazioni da parte del sindaco Stefàno sul rispetto dei tempi, ma nulla si muove concretamente, per cui il rischio di perdere i finanziamenti si fa sempre più consistente.

A luglio del 2015 il neo assessore alla Cultura, Gianni Liviano, annuncia di aver “ritrovato” i soldi per ristrutturare il “Fusco” ed invita l’Amministrazione comunale a far seguire i provvedimenti conseguenziali.

Nello stesso mese di luglio la Giunta comunale, nel corso dei suoi lavori, torna, quindi, ad occuparsi della “vicenda Fusco” ed approva il relativo progetto preliminare di intervento.

 

“Questo importante atto consente di rispettare la tempistica fissata dalla Regione Puglia – dichiara il sindaco Ippazio Stefàno – per cui nei tempi previsti, le conseguenti procedure tecniche-amministrative troveranno attuazione e con ciò non solo viene meno la paventata quanto infondata perdita dei finanziamenti, ma si concretizzeranno tutte le condizioni di realizzazione di questo importante progetto culturale della città tanto atteso, con date certe d’inizio e fine lavori.”

A settembre dello stesso anno il Comune di Taranto pubblica un bando per il recupero e la riqualificazione del “Fusco”, con scadenza 23/10/2015.

7) Fusco attualeL’importo complessivo posto a base di gara è di € 3.346.000.

Si tratta di appalto integrato complesso che richiede l’acquisizione della progettazione definitiva in sede di offerta. Durata dell’intervento 400 gg.

Alla scadenza dei termini fissati sono state sette le proposte avanzate al Comune.
Vedremo, nelle prossime settimane, quali sviluppi avrà la storia, ormai decennale, del “recupero del “cineteatro Fusco””.

 

 

 

 

 


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