Guadagnolo e Lab dem nel Pd? Pelillo dice NO

Guadagnolo e Lab dem nel Pd? Pelillo dice NO

Ingombrante. Politicamente di sicuro, fisicamente anche un po’. Scherzi a parte, nel Pd di Taranto non c’è spazio per l’ex sindaco socialista, nonché ex difensore civico, Mario Guadagnolo.
Sarà perché volava alto (chi non ricorda il motto Anni Ottanta…) mentre, chissà, il Pd preferisce mantenere un profilo basso?
Non è dato conoscere, per adesso, le reali ragioni per le quali l’onorevole plenipotenziario democratico ionico, Michele Pelillo, avrebbe negato il suo decisivo assenso all’ingresso in segreteria di Mario Guadagnolo. In verità, nella lettera che l’ex sindaco spedisce a Costanzo Carrieri, che del Pd tarantino è segretario provinciale (anche lui ex socialista..) Guadagnolo la mette in politica evitando accuratamente il piano personale. Insomma, Taranto non dà seguito all’accordo nazionale Renzi, Pittella, Martina, Fassino: tutti dentro, presenza da garantire a chiunque nelle segreterie territoriali, nella più classica delle proiezioni ortogonali.
A Taranto non ci sarebbe posto per il LabDem, però. Con buona pace dei socialisti di ritorno che muovono i loro esperti passi nel nome del parlamentare europeo Pittella (capogruppo Pse a Bruxelles). Eppure, nel Pd nomi illustri del garofano tarantino hanno trovato già collocazione politica non secondaria, da Pascarella a Carrieri… appunto.
Ma tutto è relativo, specie in politica. Specie a Taranto. Specie nella politica tarantina. Specie nella politica che segna la vita del Pd tarantino. Proiezioni ortogonali ma non troppo. E tutto ciò fa specie.


ECCO LA LETTERA che Mario Guadagnolo ha inviato al segretario provinciale Pd

Sig, Costanzo CARRIERI
Coordinamento Provinciale PD
TARANTO



Caro Carrieri,
come certamente ti sarà noto la Direzione Nazionale di Laboratorio Democratico e segnatamente l’On. Gianni Pittella, Presidente del gruppo PSE al Parlamento Europeo hanno assunto la decisione di far confluire Labdem nel PD ponendo fine al collateralismo che aveva caratterizzato la nostra organizzazione e che pure molti frutti in termini di progetto politico e di idee ha dato finora al partito. Sulla base di questa scelta era stata assunta dalla segreteria regionale del PD la decisione di integrare i coordinamenti provinciali pugliesi con la presenza di un rappresentante di Laboratorio Democratico. Noi di Labdem di Taranto abbiamo accolto questa decisione della segreteria regionale con molto favore poiché ritenevamo che nuove energie giovani e qualificate potessero essere utili al rafforzamento del partito a Taranto. Per questo abbiamo messo a disposizione di questo progetto di inclusione le nostre energie migliori. Ora apprendo con molto disappunto dal compagno Pasquale Tortella, membro della Direzione regionale del PD e componente della Commissione regionale di garanzia per conto di Laboratorio Democratico, che nell’ultima riunione del Coordinamento provinciale da parte dell’On. Michele Pelillo è stato posto un veto alla presenza di un rappresentante di Labdem nell’organismo da te presieduto. La cosa mi lascia personalmente molto perplesso poiché non riscontro ragioni oggettive che giustifichino un veto nei confronti di un’importante organizzazione come Labdem diffusa su tutto il territorio nazionale che ha sempre collaborato con il partito schierandosi sempre al suo fianco nelle più importanti battaglie che ha condotto. Noi pensavamo di poter fornire il contributo di idee e di energie fresche ad un partito come quello di Taranto che ad onor del vero non ha brillato in tutti questi anni per iniziativa politica, scelte oculate e lungimiranti, presenza sui grandi temi, caratterizzandosi invece per immobilismo e lotte interne finalizzate solo alla tutela del proprio orto elettorale. Il fatto che il PD di Taranto arrivi all’appuntamento delle amministrative sfiancato e con il peso politico di aver sostenuto ottusamente fino alla fine una discutibile amministrazione comunale la dice lunga sulla modestia politica di questa classe dirigente. Noi ritenevamo che un partito come quello di Taranto avesse la necessità di inclusione e di allargare il recinto del proprio consenso a forze nuove e fresche e non di escludere allontanando forze importanti ed energie giovani come per esempio quelle organizzate nei Liberdem o come quelle di Laboratorio Democratico. Avevamo visto male poiché questo veto, qualora dovesse essere vero, rende ragione della miopia politica del gruppo dirigente provinciale, di una visione padronale del partito e di scarsa lungimiranza politica. Per questo ti comunico che Laboratorio Democratico di Taranto, di cui io sono il referente nella nostra provincia, non intende più dare corso a qualsiasi ipotesi di integrazione nell’organismo di coordinamento provinciale giusto i desiderata dell’On. Pelillo pur potendolo trattandosi di esecuzione dei deliberati della segreteria regionale e nazionale del partito. Laboratorio Democratico continuerà a portare avanti la sua battaglia di rinnovamento del PD di Taranto nel prossimo congresso nel quale sarà presente, con buona pace dei veti dell’On. Pelillo, a cominciare dalla presenza nella Commissione per il Congresso. Laboratorio Democratico fornirà il proprio contributo di idee e di energie con i suoi iscritti insieme a tutte quelle forze che nel PD intendono voltare pagina rispetto ad un passato di inefficienza e di immobilismo e rinnovare dalle radici il partito affinchè possa svolgere con nuovo slancio e con maggiore energia nella nostra città il ruolo che spetta ad un grande partito quale esso è.
Mario GUADAGNOLO
Laboratorio Democratico
TARANTO


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