I vitalizi ai parlamentari saranno ricalcolati, non cancellati. I più onerosi non saranno tagliati e vi spieghiamo perchè

Facciamo chiarezza. Il cosiddetto vitalizio dei parlamentari non c’è più dal 2012. A chi supera 4 anni, sei mesi e un giorno di legislatura scatta una pensione di circa 1000 euro. La proposta in discussione alla Camera si occupa di sforbiciare il costo complessivo, non di eliminarli.


Il presidente Roberto Fico intende infatti “sforbiciare” 1.405 vitalizi percepiti al momento dagli ex deputati italiani: 1.338 saranno quelli ricalcolati secondo il metodo contributivo. Quindi subiranno una diminuzione dell’importo incassato sinora. Gli altri 67, invece, sono ‘salvi’ perché il ricalcolo ne aumenterebbe la portata, essendo vitalizi accreditati ad ex parlamentari di lungo corso.  Dunque, i vitalizi più onerosi non verranno tagliati. La riforma, se approvata, porterà un risparmio di circa 40 milioni di euro per le casse della Camera ed entrerà in vigore a novembre. Si prevede un risparmio di 40 milioni. Il cosiddetto “vitalizio minimo” sarà di 980 euro al mese, e andrà a chi ha fatto una sola legislatura (la pensione di cui sopra). Il minimo per chi subirà una decurtazione superiore al 50% del vitalizio sarà di 1.470 euro.




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