Il gol di Pirlo, l’urlo di Tardelli e quella Taranto del 1999 festante e ignara

Il gol di Pirlo, l’urlo di Tardelli e quella Taranto del 1999 festante e ignara

Furono le prove generali della vittoria mondiale di sette anni dopo. In campo c’erano Gattuso, Pirlo, Zambrotta, Henry, Sagnol. Treseguet era in panchina, bloccato da un infortunio. 


Taranto, 17 novembre 1999. Iacovone esaurito per lo spareggio europeo Under 21. Chi vince passa alla fase finale. Sulle panchine siedono Tardelli e Domenech (formazioni). In tribuna, pezzi autentici di storia del calcio: Cesare Maldini e Claudio Gentile, tra i tanti. A Massafra, tre giorni prima, 5000 tifosi hanno assistito ad un allenamento. I doppipetto della Figc  sgranano gli occhi e si toccano la fame di eventi, sport e colori che, sollecitata a dovere, magari ancora resiste nonostante i palloni sgonfi degli ultimi anni. 



A Taranto non c’è un sindaco in carica. C’è il commissario prefettizio di  Avellino, Costantino Ippolito. Il citismo è al crepuscolo. Palazzo di Città ha riaperto i battenti, dopo anni di riqualificazione. Forza italia sta per lanciare la candidatura di Rossana Di Bello, il centrosinistra si affiderà dopo al questore Valla. I Riva frequentano Taranto da quattro anni, in Provincia da sette mesi ha preso posto Domenico Rana. A Roma governa Massimo D’Alema, il suo vice è Sergio Mattarella. L’anno dopo Raffaele Fitto sarà presidente della Puglia.  Quando Pirlo segna sub punizione,  gol del definitivo 2-1 all’inizio del secondo tempo supplementare, il boato dello Iacovone è avvertito da mezza città, l’altra metà se lo gode in diretta su Raitre. Il giorno dopo i giornali titoleranno sull’urlo di Taranto. Come oggi, vent’anni dopo. Di dolore.    


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