Il Matera spiega tutto in 90 minuti

Il Matera spiega tutto in 90 minuti

Quello che ci è piaciuto: il risultato, la combattività, la difesa affidabile e il coraggio di Papagni che rischia la faccia mettendo una seconda punta mentre la sua squadra soffre.


Quello che non ci è piaciuto: il senso di impotenza che a tratti i rossoblu hanno provato di fronte alle sovrapposizioni e all’uno contro uno. Matera superiore, pure troppo: la speranza diffusa, e da domenica svanita, era che il divario non fosse così ampio tra chi ambisce alla B e chi spera di restare in Lega Pro.



Dopodiché, intorno al campo, il settimo pubblico d’Italia (per numero di paganti alla domenica del 29 agosto) vince sul resto e dà una mano alla maglia.

Benvenuto Matera, comunque. La squadra di Autieri è per il Taranto lo specchio in cui guardarsi e riconoscersi senza trucco, appena svegli e scapigliati. E  per fortuna siamo in agosto, quando le riparazioni sono ancora possibili. La squadra è in ritardo, incompleta e da cucire. Cosa ovvia, pensando al 4 agosto (giorno del ripescaggio) e alla necessità di allestire un roster adeguato alla terza serie nel giro di pochi giorni. Papagni da questo punto di vista è l’uomo giusto: parla chiaro, ha un tono pacato, conosce a memoria il dialetto rossoblu e soprattutto la categoria.

Domenica scorsa il punto se lo è guadagnato con la complicità del portiere esperto (che ha voluto. non a caso) e dei tre difensori sui quali fa grande affidamento (e fa bene). Ma non c’è difesa che tenga se il centrocampo latita. Il resto della squadra è un gruppo di uomini, molti dei quali giovani, da far conoscere anche in campo, visto che fuori (l’esultanza dopo un gol in questi casi rivela tutto…) appare già unito; un gruppo a cui dare un ordine tattico magari con qualcuno che abbia i piedi necessari. Davanti, Balistrieri (che non è Genchi e tantomeno Riganò) garantisce sudore ed esperienza. Ma va affiancato e supportato. E avrà spesso bisogno di un cambio.


Detto ciò, salvarsi – perché è questo l’obiettivo stagionale del Taranto – non significa dover patire ogni domenica per novanta minuti. Perdere, o pareggiare in casa soffrendo, sarà sopportabile contro gli squadroni di categoria solo a fronte di prove convincenti e, se possibile, vincenti con le avversarie che lotteranno per la salvezza. Il pubblico tarantino ha fiducia, è maturo, competente… ma non crediamo sia disposto, al netto della riconoscenza che questa società merita per quanto assicurato alla piazza, ad assistere più di tanto a partite nelle quali il Taranto si barrica (a tratti anche ordinatamente) e stenta a ripartire. Le cronache sono piene di lune di miele che finiscono…

Il punto conquistato domenica scorsa comunque vale doppio. Perché più in là nella stagione quella partita sarebbe finita peggio. Il punto strappato peserà a lungo termine.

Ma il Taranto visto domenica scorsa contro il Matera è incompleto e in ritardo oggettivo. Limiti per definizione colmabili. C’è una squadra da costruire per non rischiare di vanificare lo sforzo del “ripescaggio”. Blindare i sacrifici fatti, dunque. Salvarsi è un torneo parallelo da vincere. Il Taranto può.. ma dimentichi di  essere a Taranto.

Ma tutto questo la presidente lo sa.

 

TARANTO-MATERA 1-1
RETI: 9’pt Stendardo (T), 22’st Infantino rig. (M)

 

TARANTO: Maurantonio, De Giorgi, Pambianchi, Nigro, Paolucci (1’st Balzano) Stendardo , Potenza (17’st Magnaghi), Sampietro, Bollino, Balistreri, Altobello (31’st Cedric). A disp:Pizzaleo, De Salve, Boccadamo, Cardea, Fanelli, Makarov, Langellotti, Lo Sicco. All.Papagni

MATERA: Bifulco, Mattera, De Rose (9’st Iannini), Piccinni, Infantino (42’st Adriano), Strambelli, Carretta (31’st Sartore), Armellino, Di Lorenzo, Casoli, Ingrosso. A disp.:D’Egidio, Scognamiglio, De Franco, Meola, Alastra, Gigli. Allenatore: Cassia (Autieri squalificato).

ARBITRO: Carlo Amoroso di Paola (Valerio Vecchi di Lamezia Terme – Agostino Maiorano di Rossano).

NOTE: Spettatori paganti 9402, di cui circa 400 provenienti da Matera.  Ammoniti: Maurantonio, Nigro, Stendardo, Altobello, De Giorgi (T); Piccinni, Ingrosso, De Rose (M) Angoli : 1-14.


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