Il miglior vino rosso d’Italia è un primitivo di un’azienda tarantina

Il miglior vino rosso d’Italia è un primitivo di un’azienda tarantina

Per l’annuario dei migliori vini italiani 2021 di Luca Maroni, il miglior vino rosso è la Collezione privata Cosimo Varvaglione Primitivo di Manduria old vines 2017.


“Un nuovo ulteriore riconoscimento – spiega una nota stampa – per uno dei vini di punta della famiglia Varvaglione che nella Collezione Privata esprime al massimo l’identità del suo winemaker, Cosimo che, insieme al giovane Nicola Baldari, per questi vini fa un esercizio di amore speciale”.



Per il Primitivo di Manduria come per il Negroamaro della collezione privata, le uve vengono raccolte a mano durante la notte, dopo un’attenta selezione e potatura.

Poi, si lasciano invecchiare da sei a quattordici mesi e questo li rende particolarmente speciali tanto che il loro nome ha un riferimento all’enologo e proprietario e alla terza generazione della famiglia: Cosimo Varvaglione.

“La Collezione privata – racconta Marzia Varvaglione – è un po’ come aprire al mondo esterno il cuore di mio padre, come aprire una finestra nel suo modo di concepire il rapporto con la viticoltura.


Il Primitivo e il Negroamaro che fanno parte di questa selezione speciale sono il suo omaggio personale agli insegnamenti ricevuti dai sui predecessori e a quelli che sta trasmettendo a noi figli. È uno stile di produzione ma ancor prima uno stile di vita che rappresenta la nostra famiglia nel mondo nel mondo”.


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