Il mondo va avanti? Per Taranto la solita corsa sul posto…

Il mondo va avanti? Per Taranto la solita corsa sul posto…

La vicenda porto, ovvero l’interesse del gruppo Ferretti all’ex area Belleli per la costruzione di yacht, conferma ancora una volta ciò che sommessamente osservo e temo da alcuni anni: non appena spunti all’orizzonte di Taranto qualcosa che faccia rima con ‘diversificazione’ si mette in moto la cagnara. Uno schema collaudato e applicato su tutti i campi del gioco sociale.


C’è una legge non scritta che impone a questa città di essere diversa dalle altre e quindi sempre uguale a se stessa, immobile sul piedistallo ‘strategico’ dove lo Stato la posizionó prima del Novecento: immobile, imbelle, inerme, meglio ancora inerte.



E per questo sempre in sofferenza, in affanno, dunque protesa verso il prossimo di turno e con il capello in mano.

Ci vogliono così❗️?

Siamo sempre al punto di partenza, fermi ai blocchi, pagando dazi incomprensibili.


Una nemesi la cui origine si perde nella notte dei tempi.

Mi chiedo quale sia il peccato originale che noi tutti tarantini paghiamo a giorni alterni, da più di un secolo.

A tanti, davvero tanti, evidentemente conviene così.
Ormai ne sono persuaso.

Al massimo ci è consentita la corsa sul posto su tutti i campi di questo gioco sociale.
A Taranto usiamo sfogarci, in questi casi, urlando “avast!” (in italiano, basta!). Ma è un grido di dolore meno efficace dell’omonimo antivirus.


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled