“Il rumore delle chiavi”, un clamoroso errore giudiziario a Taranto raccontato in un libro

“Il rumore delle chiavi”, un clamoroso errore giudiziario a Taranto raccontato in un libro

Entrò nel carcere di Taranto che aveva ventisette anni, ne uscì a quarantadue. Quindici anni quattro mesi e ventidue giorni di ingiusta
detenzione. E’ la storia di Domenico Morrone, vittima di un clamoroso errore giudiziario. Una vicenda vera e inquietante. Morrone fu accusato di un crimine orrendo che non aveva compiuto: l’uccisione di due ragazzi davanti a una scuola.


La vicenda è ora raccontata in un libro “Il rumore delle chiavi” (Albatros Il Filo), scritto a quattro mani dallo stesso protagonista e da Luigi Monfredi, giornalista del Tg1, tarantino. “Domenico Morrone è vittima di un incredibile errore giudiziario – spiega Monfredi – che col tempo si era trasformato in accanimento contro una persona che, se in Italia ci fosse stata la pena di morte, oggi sarebbe un martire”.



Una vita stravolta nel primo pomeriggio del 30 gennaio 1991 quando Morrone fu prelevato da casa dalle forze dell’ordine. Un abisso cupo e profondo che cambiò drasticamente il corso della sua vita semplice, fatta di piccole cose, dell’amore per sua madre, dell’amicizia con i suoi cari, della sua passione verace per il mare.

Oggi Domenico vive a Ginosa marina, a pochi chilometri da Taranto, in una villa arredata come una barca di altura in cui non mancano fogli, ritagli di giornale, estratti di sentenze, penne, matite e pennarelli con cui Morrone traccia la rotta di una navigazione che non è ancora conclusa. “Domenico ha avuto giustizia – recitano le note di copertina – ma a carissimo prezzo. Un prezzo che lo Stato ancora oggi non vuole pagare per intero”. Lo scorso 3 novembre era in programma una presentazione del libro a Taranto, saltata causa covid, ma l’appuntamento è solo rinviato.



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