Il Tribunale di Taranto condanna ArcelorMittal per comportamento antisindacale

Il Tribunale di Taranto condanna ArcelorMittal per comportamento antisindacale

Il giudice del lavoro del Tribunale di Taranto ha parzialmente accolto le istanze sollevate dal sindacato Usb nei confronti di ArcelorMittal Italia. ” Accogliamo con piena soddisfazione la sentenza del Giudice De Napoli – si legge in una nota stampa dell’Usb. Questo risultato lo abbiamo ottenuto grazie al nostro avvocato Mario Soggia che ha esposto in maniera impeccabile ed esemplare i motivi che hanno portato il giudice a condannare l’azienda. Ci riserviamo, ora, di leggere attentamente le motivazioni della sentenza”.


Sulla vicenda interviene anche l’azienda siderurgica con una nota stampa che entra nel merito della vicenda. “Con l’ordinanza emessa oggi dal Tribunale di Taranto – scrive l’ufficio stampa di ArcelorMittal Italia – il Giudice del Lavoro ha rigettato nei confronti di ArcelorMittal Italia le censure per condotta antisindacale relative alla fase di informazione e consultazione sindacale ex articolo 47, legge 428/90, che ha preceduto la cessione dei complessi aziendali del Gruppo ILVA.



A tal riguardo, il Giudice del Lavoro ha dato atto che nell’accordo sindacale del 6 settembre 2018 la stessa USB aveva riconosciuto la correttezza della condotta aziendale in relazione all’esatto adempimento degli obblighi informativi prescritti dalla procedura ex art. 47, restando così esclusa la configurabilità di qualsivoglia condotta antisindacale al riguardo. Inoltre, il Giudice del Lavoro ha rigettato le domande di USB anche in relazione a pretese omissioni informative relative alla perimetrazione delle attività e alla definizione dei nuovi assetti organizzativi, dando atto che, nel corso dei numerosi incontri sindacali svoltisi con la costante partecipazione di USB, ArcelorMittal Italia non soltanto ha illustrato i nuovi assetti organizzativi e produttivi aziendali, ma ha anche svolto un effettivo confronto con le organizzazioni sindacali, recependone talune proposte e rimodulando di conseguenza l’organizzazione di vari reparti”.

In ordine alle istanze accolte ecco cosa scrive l’azienda. “Il Giudice del Lavoro ha invece ritenuto che ArcelorMittal Italia, a valle dell’intero processo di selezione del personale da assumere, avrebbe avuto obbligo di comunicare alle organizzazioni sindacali – limitatamente ai casi di eccedenza di personale fungibile rispetto a specifiche funzioni aziendali – il risultato dell’applicazione dei criteri convenuti nell’accordo sindacale del 6 settembre 2018, e ha pertanto ordinato alla società di effettuare tale comunicazione nel termine di sessanta giorni. ArcelorMittal Italia, prende atto del provvedimento del Tribunale, pur riservandosi ogni azione, e ribadisce di aver sempre agito con la massima collaborazione nei confronti di tutte le organizzazioni sindacali e di voler continuare a dialogare con assoluta trasparenza con tutti i soggetti coinvolti”.

Per l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mino Borraccino si tratta di una “grande vittoria dei lavoratori. Il provvedimento reso dal Giudice del Lavoro di Taranto riconoscendo la fondatezza delle pretese avanzate dai ricorrenti, ha accolto le domande proposte dai lavoratori, condannando Arcelor Mittal a riesaminare le posizioni dei circa 1.700 lavoratori posti in esubero al fine di verificare se, per ciascuno di loro, sono stati effettivamente applicati i criteri per le assunzioni previsti dall’accordo sindacale del 6 settembre 2018. Il Giudice, inoltre, ha chiarito che questa verifica non metterà assolutamente in discussione la posizione degli 8.200 lavoratori già assunti da Arcelor Mittal, ma ove dall’applicazione rigorosa delle clausole contenute nel predetto accordo, dovesse emergere che alcuni lavoratori (come lamentato dai ricorrenti) sono stati ingiustamente esclusi e posti in esubero, il colosso indiano dell’acciaio, nuovo proprietario del sito siderurgico di Taranto, dovrà provvedere alla loro assunzione, aumentando il numero complessivo dei lavoratori assorbiti.


Si tratta di un provvedimento giudiziario che non esito a definire storico e per il quale esprimo tutta la mia più grande soddisfazione, come Assessore allo Sviluppo Economico della Puglia e rappresentante istituzionale di questo territorio. Merito va dato ai lavoratori che hanno avuto il coraggio di intraprendere questa battaglia per un loro diritto, e all’avvocato Mario Soggia che li ha difeso in maniera esemplare.

Come noto, la Regione Puglia è sempre stata accanto ai lavoratori ex Ilva in questo giudizio e ha dimostrato concretamente, in ogni circostanza, la sua vicinanza e il suo sostegno anche con la partecipazione del Presidente Michele Emiliano e del sottoscritto alle udienze che si sono svolte presso il Tribunale del capoluogo ionico”.


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