Il voto tarantino del 1985: l’inizio della fine.. di un’era

Il voto tarantino del 1985: l’inizio della fine.. di un’era

(parte 9 – le precedenti). Dopo quasi due anni , con sindaco Giovanni Battafarano che ha sostituito Giuseppe Cannata eletto al Senato della Repubblica nel 1983, all’avvio della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale i partiti si attrezzano per affrontarla.


Il Partito Comunista Italiano si presenta con una linea politica che ribadisce il giudizio positivo sulla giunta uscente e pone al suo centro: a) il consolidamento, la razionalizzazione e l’ulteriore diversificazione dell’apparato industriale, b) l’utilizzo e la valorizzazione di tutte le risorse a partire dall’ambiente, c) un sistema di infrastrutture e servizi, d) il recupero e la modernizzazione del “sistema città”.



Giovanni Battafarano (al microfono)

Giovanni Battafarano (al microfono)

Il PCI ribadisce inoltre la sua opzione per la riconferma della giunta di sinistra e ritiene non matura l’ipotesi di un sindaco espresso dal Partito Socialista Italiano.

Anche quest’ultimo conferma il giudizio positivo sul lavoro svolto dalla giunta di sinistra e sulla necessità quindi di una sua riconferma, ponendo però con molta forza la richiesta che il PCI, dopo quasi 10 anni, passi il testimone della carica di sindaco al PSI. Ennio Pascarella è il capolista socialista.


La Democrazia Cristiana fa ruotare il suo ragionamento attorno a due assi fondamentali: il porsi come alternativa alla giunta di sinistra, su cui viene espresso un giudizio negativo, e il richiamo alla coerenza con il quadro politico nazionale; un richiamo rivolto a PSI, PRI e PSDI che a livello nazionale sono alleati di governo con la DC. Alfengo Carducci e Angelo Giudetti sono i due capilista democristiani.

Nella lista del PCI, dopo molti anni, non è candidato Giuseppe Cannata, eletto senatore. Ma la scelta della non candidatura di Cannata non era stata per nulla semplice e tranquilla; anzi, il gruppo dirigente provinciale comunista si era diviso profondamente: una parte sosteneva che la candidatura di Cannata avrebbe rappresentato un segnale contraddittorio rispetto al processo di rinnovamento messo in atto con l’elezione a sindaco di Giovanni Battafarano e che la sua presenza in Consiglio comunale avrebbe costituito “una cappa” sull’azione dello stesso; un’altra parte sosteneva che il processo di rinnovamento non andava messo assolutamente in discussione  ma in uno scontro importante per il rinnovo del Consiglio comunale non si poteva fare a meno della capacità di Cannata di coagulare attorno alla sua figura consensi e voti che non sarebbero andati ad una lista priva della sua candidatura.

In uno scontro abbastanza acceso, ad un certo punto era stato lo stesso Cannata a chiudere la partita dichiarando che mai avrebbe consentito che il suo nome potesse essere occasione di divisione, per cui aveva dichiarato la sua indisponibilità alla candidatura.

Si vota il 12 maggio 1985

PartitiVoti%
P.C.I.43.18529.2
D.P.1.0960.7
P.S.I.24.40116.5
P.S.D.I.9.2616.3
P.R.I.6.6244.5
VERDI1.2420.8
D.C.47.37532.0
P.L.I.4.7773.2
M.S.I.9.1146.2
P.N.P.9220.6

Il Consiglio comunale risulta così composto:

Gruppo “Democrazia Cristiana”: ABBRUZZESE Giacomo, CARDUCCI Alfengo, GIUDETTI Angelo, ANDRISANI Vincenzo, MONFREDI Cosimo, MELUCCI Nicola, BOCCUNI Francesco, ACCARDI Gennaro, RUGGIERO Alberto, MIGNOGNA Cosimo, ZAPPIMBULSO Maria Pia, FASANO Filippo, CARRIERI Angelo, MANCINI Luigi, TRANQUILLINO Giacinto, DE VIETRO Giuseppe, LA GIOIA Giovanni

Gruppo “Partito Comunista Italiano”: BATTAFARANO Giovanni, MINEO Luciano, CERVELLERA Alfredo, STEFANO Ippazio, MICELI Leonardo, INDELLICATI Domenico, SEMERARO Francesco, ANGELINI Angelo, D’IPPOLITO Eneide, SARTI Maurizio, BERTETTI Nicola, STEA Giuseppe, CANNATA Francesco, TRAVERSA Roberto, NARRACCI Giovanni

Gruppo “Partito Socialista Italiano”: DI CUIA Carmelo, ARMENTANI Michele, PASCARELLA Ennio, CASAVOLA Michele, DE FEIS Franco, DI LORENZO Filippo, GUADAGNOLO Mario, VENTURINI Alfredo, SANSONE Alfonso

Gruppo “Partito Socialista Democratico Italiano”: LATAGLIATA Emanuele, DE MARTINO Michele, D’AMBROSIO Giuseppe

Gruppo “Movimento Sociale Italiano”: DEL PRETE Antonio, FALLONE Salvatore, GOLINO Alberico

Gruppo “Partito Repubblicano Italiano”: CARRINO Giuseppe, FIORE Vincenzo

Gruppo “Partito Liberale Italiano”: STOLA Valentino

I risultati elettorali vedono una netta avanzata di PSI (+1.7% e + 4 consiglieri), PRI (+0.7%), PSDI (+2.4% e +1 consigliere). La DC perde il 4.6% e 2 consiglieri; il PCI arretra del 6.4% e perde 3 consiglieri.

I partiti che avevano costituito la giunta di sinistra passano quindi dai 27 consiglieri del 1980 ai 29 del 1985: insomma le condizioni per il rinnovo della giunta di sinistra si sono tutte.

La DC, uscita sostanzialmente sconfitta, nelle sue dichiarazioni post/elettorali propone di costituire anche a Taranto una giunta di pentapartito in sintonia con il quadro politico nazionale.

Naturalmente il gruppo dirigente del PSI esprime un giudizio positivo sul voto che è, a suo parere, il frutto del lavoro svolto per ristrutturare il partito e della capacità di governo dimostrata; sulla base del risultato ribadisce con forza la necessità di riconoscere la centralità del PSI e quindi la richiesta che il sindaco sia espresso dai socialisti.

Comincia quindi la fase degli incontri tra i partiti politici per costituire la giunta.

Una fase abbastanza complessa nella quale si intrecciano le pressioni del quadro politico nazionale, la volontà del “polo laico” (PSI, PSDI, PRI, PLI) di giocare un ruolo primario rispetto alla “diarchia” DC-PCI e la ribadita volontà del PCI di ricostituire la giunta di sinistra.

Nel PSI la maggioranza ed il segretario provinciale Ennio Pascarella continuano a privilegiare l’opzione della giunta di sinistra, mentre ancora una volta Biagio Marzo, craxiano, si fa paladino di ipotesi che vedano “rapporti diversi e senza pregiudiziali” tra le forze politiche, aprendo di fatto alla DC.

Nel bel mezzo delle trattative nel PCI avviene, in modo abbastanza traumatico, il cambio del segretario provinciale: il dimissionario Paolo Rubino viene sostituito da Gaetano Carrozzo.

Alla ripresa delle trattative tra i partiti si giunge ad un accordo quadripartito tra PCI, PSI, PRI e PLI, con l’esclusione del PSDI. Una soluzione che determina nel gruppo dirigente del PCI, che continua ad essere fortemente diviso, un’altra “vivace” discussione.

Ma tale accordo non porta a nulla di concreto in quanto, tra l’altro, si mettono in moto pressioni notevolissime sul PLI la cui posizione è assolutamente anomala rispetto sia al quadro nazionale che alla precedente esperienza amministrativa ed è proprio il PLI a sfilarsi da questo accordo.

Il PSI a fronte di tali sviluppi ribadisce la sua opzione per la conferma della giunta di sinistra, dichiarandosi disponibile ad un dialogo costruttivo con la DC.

Si ricompatta il “polo laico” (PSI-PSDI-PRI-PLI) che riavvia il confronto con la DC ed il PCI: obiettivo dichiarato ed evidente è quello di affermare un proprio ruolo determinante.

Nonostante qualche isolato dissenso all’interno di PSI e PSDI quest’iniziativa porta, nella nottata tra il 10 e l’11 ottobre del 1985, alla decisione di varare una giunta di sinistra sia al comune di Taranto che alla Provincia; solo il PLI, pur dichiarandosi d’accordo, mantiene la riserva in attesa del via libera dalla propria direzione nazionale.

Nei giorni precedenti c’erano stati incontri che avevano definito il programma della nuova amministrazione ed il relativo organigramma che prevedeva, tra l’altro, sindaco Mario Guadagnolo.

Il consiglio comunale viene convocato per il 14 ottobre in prima convocazione ed il 16 in seconda.

Ma tra l’11 ed il 14 ottobre intervengono numerosi fatti nuovi: il segretario nazionale del PLI, on. Biondi, interviene in prima persona per impedire il coinvolgimento del PLI nella giunta col PCI; ma anche dalla Direzione nazionale del PRI, attraverso il suo responsabile nazionale Enti locali Del Pennino, viene l’altolà.

A fronte di queste posizioni nazionali di PLI e PRI, il PSDI emette un comunicato in cui si prende atto che la giunta di sinistra è praticamente impossibile.

Il terremoto in atto provoca dei tentennamenti anche nel gruppo dirigente del PSI che sino ad allora aveva tenuto ferma la barra in direzione della giunta di sinistra; Gaetano Carrozzo tenta con una “lettera aperta” il disperato tentativo di recuperare la realizzazione dell’accordo per la giunta di sinistra.

Ma è inutile: il 14 ottobre Mario Guadagnolo viene eletto sindaco con i voti di DC, PSI, PSDI, PRI e PLI.

Mario Guadagnolo

Mario Guadagnolo

Viene eletta anche la giunta comunale, così composta: vice-sindaco GIUDETTI Angelo (DC), assessori ANDRISANI Vincenzo (DC), ARMENTANI Michele (PSI), BOCCUNI Francesco (DC), D’AMBROSIO Giuseppe (PSDI), DE FEIS Franco (PSI), LATAGLIATA Emanuele (PSDI), MELUCCI Nicola (DC), RUGGIERO Alberto (DC), SANSONE Alfonso (PSI), STOLA Valentino (PLI), VENTURINI Alfredo (PSI)

 

In poco più di 72 ore era stato ribaltato tutto: il Consiglio comunale, convocato per eleggere Mario Guadagnolo sindaco con una maggioranza di sinistra, si conclude mandando il PCI all’opposizione.

Un “ribaltone” che provoca nella politica tarantina una ferita profonda che continuerà a pesare per molto tempo.


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