Ilva, Calenda tiene fuori Emiliano e Melucci. Ecco la reazione

Emiliano e Melucci non prenderanno posto al tavolo delle trattative con Mittal. Non siederanno accanto ai sindacati quando (da domani) ci sarà da discutere su come licenziare e riassumere  chi resterà dentro l’Ilva  (perchè di questo si tratta) e come licenziare e reimpiegare chi invece per l’Ilva made in India (più Marcegaglia) risulterà in esubero.


Emiliano e Melucci non siederanno al tavolo nemmeno quando si tratterà di mettere sulla bilancia la cosa fondamentale di questa storia che non avrà mai fine, secondo i pessimisti (o realisti): la questione ambientale. Calenda oggi a Roma ha detto che Regione e Comune non fanno parte del gioco. Che poi si stia parlando di un pezzo di Puglia e di una grande città che unita alla sua provincia conta 600mila italiani.. poco importa, evidentemente, ai piani alti capitolini. Emiliano e Melucci sapevano, con tutta probabilità, che Calenda questo avrebbe cortesemente illustrato oggi a Roma. Dopo l’incontro, sindaco e governatore hanno confermato l’intenzione di ricorrere al Tar contro l’ultimo decreto Ilva (quello che sancisce i termini Aia e tutto quello che segue).  La speranza è che sindaco e governatore escano dai panni, temuti, dei duellanti rusticani.



Il timore che la questione, così seria e vitale per tutti, possa essere viziata dai conflitti interni al Pd (l’operazione Ilva porta il segno di Renzi e del suo governo, inutile girarci attorno…) va assolutamente fugato. Intanto, la cronaca:

 

Video https://www.facebook.com/micheleemiliano/videos/10157393180043084/

LE DICHIARAZIONI DOPO L’INCONTRO CON CALENDA


Emiliano: “Il governo ritiene che la presenza della Regione Puglia e del Comune di Taranto non sia necessaria nel tavolo dell’intesa sindacale. Quindi prendiamo atto di questa posizione con rammarico. Il sindacato avrebbe preferito la nostra presenza, ma il governo non la vuole. Quindi il governo si prende la responsabilità di non avere in quel tavolo l’aiuto della Regione e del Comune. È chiaro che noi abbiamo comunque l’obbligo di collaborare con il governo, secondo le forme che il governo sceglierà. Non so se il governo avrà voglia di discutere con la Regione Puglia su come evolve l’attuazione del piano ambientale e del piano industriale – scrive il presidente della Regione su Fb –  La legge prevede che lo faccia perché le competenze della Regione Puglia sono quelle di verificare gli adempimenti previsti dall’Aia. Quindi, prima o poi dalla Regione Puglia il governo dovrà passare. Aspettiamo quel giorno con rispetto. Io oggi ho fatto un gesto di lealtà verso il governo. Ho offerto la partecipazione della Regione Puglia per la definizione complessiva di questa vicenda. Noi, ancora una volta, siamo stati corretti e abbiamo offerto di condividere questa responsabilità. Evidentemente, per ragioni che ancora non sono chiare, il governo preferisce fare da solo. Farà da solo fino a che le sue competenze glielo consentiranno. Quando entreranno nell’orbita delle competenze regionali, noi faremo il nostro dovere. Collaborando, perché la fabbrica continui a funzionare, ma nel rispetto assoluto della salute dei cittadini dell’area perché nel nostro ordine di priorità il diritto alla salute ha un pochino più di importanza del diritto al lavoro e alla produzione e secondo noi possono convivere. E noi cercheremo di lavorare in questa direzione. Sicuramente impugneremo il DPCM nella parte che riguarda il piano ambientale che assolutamente non ci convince. Ma la discussione con il ministro non ha toccato questo argomento” chiude il governatore.

Melucci: “Siamo rammaricati della distanza che esiste in questo momento tra Governo e gli Enti Locali. Confidiamo si possa continuare a ragionare sul metodo, ma non possiamo accettare che ci siano tavoli dove si discute del piano industriale senza il coinvolgimento delle istituzioni locali. In una vicenda così drammatica e complessa non si può non discutere tra tutti i soggetti istituzionali, in maniera coordinata alla vertenza sindacale, degli aspetti connessi all’ambiente, e dunque alle bonifiche, come pure delle sorti dell’indotto – prosegue il sindaco di Taranto  – continueremo ad assicurare la nostra leale collaborazione al Ministro Calenda, ma a tutela della nostra  comunità, ad oggi, non sembrano sussistere le condizioni per un ritiro del nostro ricorso al TAR. In nessun caso consentiremo una transizione come quella avvenuta all’epoca dell’insediamento dei Riva” avvisa il primo cittadino ionico.

Ancora Emiliano: “Il Presidente della Regione ed il Sindaco di Taranto non hanno rifiutato alcun tavolo come risulta dal testo del comunicato che precede nel quale si dice che si impegnano a collaborare nelle forme che il Ministero sceglierà, ma che la richiesta di essere al tavolo che determinerà il piano industriale è stata rifiutata dal Ministro Calenda e dal Vice Ministro Bellanova per incomprensibili ragioni formali. Il Presidente ed il Sindaco hanno altresì confermato che se verrà convocato qualunque tavolo per Ilva saranno presenti, pur non accettando di essere assenti al rilevantissimo tavolo, al quale sono reclamati anche dal sindacato, che è quello dell’intesa sul piano industriale e sugli eventuali esuberi.” Lo ha detto il Presidente Emiliano, rafforzando ulteriormente la posizione regionale già espressa, in uno al Sindaco di Taranto


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled