Ilva, Di Maio rimanda tutto a settembre

Rimandato tutto, e tutti, a settembre. Mittal, i commissari e gli stessi tarantini, ambientalisti in testa, che dal Governo si attendevano un cambiamento rapido nell’articolata vertenza Ilva. Per conoscere il suo destino, Taranto dovrà ancora aspettare. Nè chiusura nè cessione, per adesso.


Sfruttando una clausola del contratto, i commissari  – su input del Ministero – hanno infatti spostato al 15 settembre la scadenza per la chiusura dell’operazione di vendita inizialmente fissata al 30 giugno, vista “l’opportunità di rendere ulteriormente disponibile uno spazio di confronto al servizio del raggiungimento dell’accordo sindacale”. Lo slittamento serve dunque alla sottoscrizione dell’intesa tra l’acquirente ArcelorMittal e Fiom-Fim-Uilm, e quindi assegna ulteriore tempo al nuovo governo per approfondire il dossier Ilva.  “Sto valutando ogni possibile impatto legato alle decisioni che dovrò prendere – scrive il ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, assicurando di ‘prendere atto’ della scelta dei commissari Ilva e sottolineando l’assenza di costi aggiuntivi per lo Stato. Per questo stiamo esaminando le oltre 23 mila pagine che ci sono state consegnate. Ogni decisione sarà presa con responsabilità, non dimenticando che M5S ha raggiunto a Taranto risultati straordinari con circa il 50% delle preferenze, risultati che intende onorare. I tarantini hanno il diritto di tornare a respirare, noi abbiamo il dovere di esaminare ogni pagina con la massima attenzione”. Anche ArcelorMittal sarebbe d’accordo con la proroga e rinuncerebbe, dunque, ad entrare nella fabbrica il primo luglio come previsto dal contratto.




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