Ilva, Adriano Riva patteggia. Rientrano in Italia 1,3 miliardi. Le risposte di Jindal e Arcelor all’Ue

(adnKronos).Le due cordate in corsa per l’Ilva hanno risposto, come previsto, alla lettera sugli ‘impegni richiesti’ dai commissari: 1 mantenere l’offerta invariata in termini economici e quindi garantire gli investimenti già indicati; 2 non modificare il piano, e quindi il perimetro dell’azienda, anche in presenza di eventuali prescrizioni dell’Antitrust Ue; 3 prorogare al 31 marzo 2018 la validità delle offerte.


A quanto apprende l’Adnkronos, da Am Investco Italy (Arcelor Mittal, Marcegaglia e, in caso di vittoria, Intesa Sp) sono arrivati tre sì; mentre AcciaItalia (Cassa Depositi e Prestiti con Arvedi, Delvecchio e Jindal) ha dato l’assenso sui primi due punti ma non ha accettato di prorogare la validità dell’offerta, che resta confermata con scadenza al 30 giugno 2017.



ADRIANO RIVA FIRMA TRANSAZIONE

Intanto, Adriano Riva ha firmato la transazione per il rientro dalla Svizzera in Italia di un miliardo e 330 milioni di euro, somma in gran parte destinata alla bonifica dell’ILVA di Taranto e di cui 230 milioni verranno impiegati per la gestione ordinaria della societa’. La firma alle carte che sbloccano la somma e’ stata posta stamane in una studio legale di Milano in vista del patteggiamento a due anni e mezzo di carcere che dovrebbe essere ratificato oggi pomeriggio dal gup Chiara Valori.
Con tale intesa saranno messi a disposizione dell’acciaieria di Taranto “somme e titoli per un controvalore di circa 1,1 miliardi di euro”, che erano bloccati in Svizzera dopo un sequestro disposto dalla Procura di Milano nell’ambito dell’indagine con al centro la gestione del colosso siderurgico e il crac del gruppo Riva che lo controllava. A tale somma i Riva avevano aggiunto un ulteriore importo di 230 milioni di euro, destinati a sostenere la gestione corrente di ILVA. A fronte degli impegni presi dalla famiglia e dalle societa’ da lei controllate, l’accordo prevede che ILVA “rinunci a qualunque pretesa nei confronti degli esponenti della famiglia Riva e delle societa’ loro riconducibili, ponendo fine al vasto contenzioso in essere nell’ambito di una transazione di carattere generale che comprende reciproche rinunce”. Ora, dopo la pronuncia favorevole della Corte del Jersey sullo sblocco dei fondi su un conto di Ubs a Zurigo, per i rientro effettivo della somma bisognera’ attendere i tempi tecnici e alcuni passaggi burocratici. (ANSA)

ADRIANO RIVA PATTEGGIA, 2 ANNI E 6 MESI


Il gup di Milano Chiara Valori ha accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e sei mesi (con rinuncia alla prescrizione) avanzata dalla difesa di Adriano Riva indagato per bancarotta, truffa ai danni dello Stato e trasferimento fraudolento di valori nell’inchiesta milanese sull’acciaieria di Taranto. Una decisione che segue, solo di poche ore, la rinuncia dello stesso Riva a un miliardo e 300 milioni di euro; soldi detenuti in un conto corrente a Zurigo che rientreranno in Italia. La somma è destinata al risanamento dell’Ilva: 1,1 miliardi direttamente destinati all’ambiente, 230 milioni invece per la gestione corrente.

Soltanto pochi giorni fa la Corte del Jersey aveva dato il via libera a sbloccare i fondi degli ex proprietari dell’acciaieria, somma sequestrata nell’inchiesta e poi messa a disposizione dalla famiglia Riva, come previsto dagli accordi preliminari firmati nel dicembre scorso con i commissari dell’acciaieria. I bonifici firmati oggi finiranno nel Fondo unico di garanzia – come previsto dal decreto del governo – per ‘rilanciare’ l’attività produttiva.

Le posizioni di Fabio e Nicola Riva, figli dello scomparso patron Emilio Riva (fratello di Adriano), indagati per bancarotta fraudolenta nella stessa inchiesta sono state stralciate e la loro proposta di patteggiamento verrà discussa il 6 luglio prossimo. Una prima proposta di accordo era stata respinta dal giudice perché considerata “incongrua”. “Più di qualcuno non ci credeva. Invece, la giornata odierna dimostra come quel miliardo e 300 milioni di euro necessari per ambientalizzare Taranto oggi sia più vicino”. Così Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo economico, commentando la notizia della firma della transazione per il rientro in Italia della somma congelata in Svizzera. (adnkronos)

 


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled