Ilva, il monito del vescovo di Taranto ai “nuovi governanti”

“Più della macchina e della produzione!  L’uomo vale più della macchina e della sua produzione. Parole troppe volte insascoltate. Ma le ho sentite risuonare dopo la sentenza della Corte costituzionale sul decreto dell’estate 2015”.


Filippo Santoro cita Paolo VI, che nel Natale 1968 pronunciò quella frase durante la Messa natalizia celebrata proprio a Taranto nello stabilimento suderurgico,  e le collega al principoio di incostituzionalità fissato dalla Consulta che ha così bollato il decreto del luglio 2015, quello che liberò dai sigilli l’altoforno nel quale perse la vita Morricella, uno dei tanti operai caduti al fronte tarantino d’acciaio dal 1960 in poi.



guarda il video girato poco fa nell’Ilva https://www.facebook.com/schiedialdo.a/videos/10215384485423977/

Santoro stamane ha celebrato la Messa di precetto pasquale nell’Ilva di Taranto, infatti. L’omelia è di quelle che faranno discutere.  “Ricordo qui tutti i lavoratorti che hanno perso la vita nell’Ilva – ha detto il vescovo della città ionica –  onorare la memoria di Paolo VI significa portare al centro l’uomo, altrimenti non avrebbe senso nemmeno questa mia visita pasquale. Abbiamo alle spalle mezzo secolo di storia con tanti errori. E la  matrice di questi errori è sempre la stessa: anteporre la produzione all’uomo.  Vogliamo oggi affermare la priorità dell’uomo, della persona, della vita e del nostro futuro. Non possiamo abbassare lo sguardo, abbiamo una croce di precarietà. Croce di acciaio di precarietà su tanti poveri cristi, qui all’Ilva e nell’indotto. Chiediamo ai nostri nuovi governanti – ha chiuso santoro davanti alla folta platea di operai e quadri Ilva –  che siano prima di tutto rispettati la vita, l’ambiente e la dignità dei lavoratori”.

 


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