Ilva, malattie e morti, le “verità scientifiche” che il sindaco di Taranto ignora

Ilva, malattie e morti, le “verità scientifiche” che il sindaco di Taranto ignora

Nei giorni scorsi il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno si è recato in audizione dinanzi alle Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera riunite in sede di esame e conversione in legge del decimo decreto Ilva varato dal Governo. In quella circostanza il primo cittadino di Taranto avrebbe chiesto alle autorità nazionali di fornire “una verità scientifica” sulla situazione sanitaria e ambientale della città.


Un’affermazione piuttosto strana per un sindaco che ben conosce i risvolti del maxi processo Ambiente svenduto, tanto da esserne uno dei 47 imputati. Un procedimento incentrato su due maxi-perizie, una medico-epidemiologica, l’altra chimica, che hanno accertato il nesso di causalità tra le emissioni inquinanti dell’Ilva e l’aumento di malattie e morti per alcune patologie registrato a Taranto.



Dal 2012 ad oggi, inoltre, sono intervenute diverse “verità scientifiche” che “hanno confermato la gravità di quella gravissima situazione che la Magistratura ha tentato di bloccare”. Lo ricorda, in una nota stampa Lina Ambrogi Melle, consigliere comunale del gruppo Ecologisti per Bonelli. “Lo studio Sentieri  – scrive – dell’Istituto Superiore di Sanità nel suo ultimo aggiornamento ha evidenziato dei dati ancora più agghiaccianti con + 54% di eccessi di malattie tumorali nei bambini e +21% di mortalità infantile rispetto al resto delle altre Province della Regione Puglia. Ed il Registro Tumori che evidenzia anche nel suo ultimo aggiornamento il peggioramento a Taranto e Statte della situazione sanitaria con dati sempre più preoccupanti. Signor Sindaco, le famiglie sono in ansia e temono di ammalarsi di tumore proprio perché conoscono quelle verità scientifiche che solo lei si ostina a non riconoscere. Mi ha colpito anche il suo recente intervento in Commissione Ambiente, quando il dr. Sante Minerva , epidemiologo dell’ASL, ci stava aggiornando sul Registro Tumori. Lei continuava a parlare esclusivamente del mesotelioma causato dall’amianto richiamando ovviamente le responsabilità della Marina ed io sono intervenuta per ricordarle che dalle copiose verità scientifiche esistenti a Taranto risultano anche eccessi di altre malattie tumorali non dipendenti dall’amianto ma dai veleni industriali emessi da impianti pericolosi presenti nella nostra città. Lei non nomina mai i veleni dell’Ilva, come se per lei non esistessero”.

Secondo il consigliere Ambrogi Melle “signor sindaco, il tempo delle ricerche è finito ed ora lei deve solo agire con coraggio e determinazione cominciando ad esempio a chiedere al Governo il ritiro del decimo vergognoso decreto salva Ilva che estende ai futuri fittuari o acquirenti dell’Ilva quell’incomprensibile immunità penale ed amministrativa già concessa ai commissari del Governo e che rinvia ancora la realizzazione del Piano ambientale dando addirittura agli acquirenti la possibilità di modificarlo. Lei deve chiedere al Governo invece l’immediata chiusura di tutti gli impianti pericolosi per la vita e la salute dei tarantini, come già ordinato dalla magistratura tarantina ben 4 anni fa, fermando un genocidio in atto. Lei deve chiedere al Governo una legge SALVA TARANTO che realizzi quelle bonifiche tanto promesse e mai realizzate seriamente, perché mentre continuano infiniti studi e ricerche, la gente di Taranto si ammala e muore in pochi mesi. Ed è per questo che Taranto ha bisogno oggi più che mai di rafforzare le sue strutture sanitarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto, così come abbiamo richiesto in una delibera del Consiglio comunale di cui lei deve farsi portavoce pressante al Ministero ed alla Regione.

A Taranto occorre poi potenziare l’ARPA, che ha dichiarato ufficialmente di non avere uomini e mezzi sufficienti per poter adempiere ai controlli. E poiché Taranto non può permettersi neanche un grammo d’inquinamento in più, Lei deve chiedere con fermezza al Governo di non regalarci ulteriori impianti, come Tempa Rossa, che invece aumenteranno l’inquinamento del 12% oltre ad aumentare i rischi d’incidenti rilevanti. Taranto ha bisogno di ben altro, ha bisogno di infrastrutture, di Università, di poter usufruire per voli civili il suo aeroporto, di poter sfruttare quelle straordinarie risorse paesaggistiche, storiche ed artistiche che possiede per realizzare uno sviluppo consono alle sue vere vocazioni”.



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