Ilva: piano ambientale e Cigs, fuoco incrociato in Parlamento tra Pd e M5S

Ilva: piano ambientale e Cigs, fuoco incrociato in Parlamento tra Pd e M5S

La vicenda ex Ilva, ora ArcelorMittal Italia, è tornata all’attenzione dei due rami del Parlamento italiano. A Montecitorio, l‘on. Rosalba De Giorgi, tarantina, del Movimento 5 Stelle, chiama in causa il ministro dello Sviluppo Economico e leader pentastellato. Al Senato è l’ex viceministro Teresa Bellanova (Pd), salentina, ad occuparsi delle sorti dei cassintegrati dell’azienda siderurgica.


L’on. De Giorgi ha presentato un’interrogazione a risposta orale al ministro Luigi Di Maio. La deputata riassume i contenuti dell’intesa siglata lo scorso 6 settembre e si sofferma su alcuni aspetti. “Ad oggi – afferma – nulla è stato ancora dimostrato riguardo all’adeguatezza del piano ambientale riservato per la città di Taranto, di contro hanno destato forti perplessità alcuni criteri adottati dalla multinazionale franco-indiana nell’ambito della scelta e della gestione del personale”.



A tal proposito l’esponente del M5S richiama lo sciopero proclamato dall’Usb “proprio in virtù (come si legge nel comunicato diramato dalla stessa sigla sindacale con cui annuncia la mobilitazione del personale) della scarsa chiarezza circa la mancata applicazione dei criteri di legge e la consegna della documentazione attestante gli stessi in riferimento all’accordo del 6 settembre, al quale si aggiungono operazioni di taglio ingiustificato del personale con sovraccarichi di lavoro per coloro che rimangono”.

De Giorgi ricorda, inoltre, che “al momento da ArcelorMittal non sembra siano giunte spiegazioni plausibili in ordine alle modalità che hanno portato alla selezione del personale da assumere, circostanza che ha prodotto forti critiche da parte delle organizzazioni sindacali proprio perché non sarebbero stati rispettati i termini del già citato accordo”. In virtù di ciò la parlamentare chiede al ministro Di Maio se è “a conoscenza di tale situazione e quali iniziative intenda assumere per scongiurare eventuali violazioni dell’accordo sottoscritto lo scorso 6 settembre nell’ambito della vicenda Ilva”.

Sul versante politico opposto interviene, invece, la senatrice Teresa Bellanova. “Avevo presentato un emendamento sull’Ilva, ma non è stato accolto – scrive l’ex viceministro sul suo profilo Twitter – quando dico che questo Governo non è capace nemmeno di leggere e copiare, non scherzo. Hanno presentato un loro emendamento sullo stesso argomento, sbagliando però i riferimenti normativi. Pazzesco!”


A spiegare nel dettaglio la vicenda è il segretario provinciale del Pd di Taranto, Giampiero Mancarelli. “L’emendamento alla manovra – dice – riguardava la cassa integrazione straordinaria dei dipendenti Ilva. Il Governo non l’ha accolto, ma ne ha presentato uno identico, sbagliando i riferimenti normativi. Ora migliaia di lavoratori Ilva rischiano di vedersi ridotto lo stipendio. Il Governo, infatti, non ha contemplato nella Manovra lo stanziamento delle risorse necessarie ad integrare il trattamento di Cigs per il 2019 per mettere in sicurezza il reddito dei lavoratori Ilva confluiti in Amministrazione Straordinaria”.

Secondo Mancarelli si tratta di “una dimenticanza gravissima che ricade interamente sul Ministro Di Maio, che annovera, altresi, la mancata attivazione dei lavori di ambientalizzazione e bonifica in capo all’Amministrazione Straordinaria. Ma se il Ministro Di Maio dorme, il senatore tarantino Mario Turco cosa fa? Come ha dichiarato la senatrice Bellanova, unica ad essersi accorta e ad aver tentato di rimediare a questa vergogna, a partire dal giorno dopo la sottoscrizione dell’Accordo il siderurgico è stato totalmente dimenticato e ignorato dal Governo, e l’assenza in manovra delle risorse atte a garantire l’integrazione della Cigs lo conferma pienamente”.

Il sen. Mario Turco del M5S, affida la sua replica alla pagina Facebook. “Il Partito democratico di Taranto – scrive – non perde occasione per speculare e fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori dell’Ilva, anche a costo di costruire versioni fantasiose di ciò che avviene durante i lavori parlamentari. La verità è che l’emendamento presentato dal Pd sarebbe stato bocciato dalla Ragioneria in quanto la copertura era errata. Quello concordato con il governo in commissione bilancio, e da me sostenuto, è un testo completamente diverso che reperisce le risorse per la cassa integrazione 2019 dei dipendenti Ilva all’interno del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”.

Secondo Turco “il Pd ha voluto generare un pericoloso allarmismo tra la platea dei lavoratori Ilva beneficiari degli ammortizzatori sociali. Vorrei rassicurare i lavoratori che il loro sostegno al reddito non è mai stato in pericolo, né tantomeno in discussione. Inoltre, si è aumentato la copertura finanziaria da 24 MLN a 35 MLN”.


Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Periferie, il Crest racconta l'Italia in sei spettacoli
from to