Ilva, scontro istituzionale. Calenda a Emiliano e Melucci: siete un caso unico al mondo

Il ministro dello Sviluppo economico rilancia con un tweet lo scontro istituzionale con Regione Puglia e Comune di Taranto. Poco prima della ripresa del confronto con sindacati, Aminvestco e Ilva in amministrazione straordinaria, Carlo Calenda ha postato un “cinguettìo” dal contenuto polemico. “Ilva – scrive il ministro sul social media – 2,4 miliardi di investimenti ambientali e produttivi, 1.1 bonifiche e 1,8 per creditori. 5,3 miliardi e istituzioni locali contro. Unico caso al mondo”.


Già ieri a conclusione dell’incontro (al quale ha partecipato anche il sottosegretario Teresa Bellanova), il rappresentante del Governo aveva usato toni duri. “Nel corso della riunione da parte del governo – si legge nella nota ufficiale del Mise – è stata proposta la convocazione di un tavolo istituzionale permanente di aggiornamento e di consultazione con le autorità locali con la partecipazione di Arcelor Mittal su tutti gli aspetti del piano ambientale ed industriale e sulle connesse ricadute sul territorio e sull’indotto. Il Governatore ed il Sindaco hanno rifiutato la proposta confermando la loro disponibilità a partecipare unicamente al tavolo di trattativa sindacale che, essendo riservato ai soggetti contraenti, non prevede la partecipazione di terze parti”.



Relativamente alla conferma da parte del Governatore della volontà di procedere ad impugnare il Dpcm relativo al piano ambientale, il Mise ricorda che lo stesso, “oltre a prevedere investimenti ambientali per circa 1,2 miliardi di euro, accelera i tempi di copertura dei parchi maggiori, aggiunge tra gli obblighi la copertura di gran parte dei parchi minori e limita la capacità produttiva dello stabilimento a 6 milioni di tonnellate fino al completamento del piano ambientale. Non si comprende quale beneficio possano trarre la Regione Puglia ed il Comune di Taranto nell’eventuale sospensione di quanto prescritto nel Dpcm. Ancor meno si comprende in quale modo tale impugnativa della Regione sia legata alla partecipazione ad un tavolo di trattativa sindacale riservato alle parti piuttosto che ad un tavolo istituzionale. Deve essere chiaro che con il ricorso la Regione inserisce un elemento di rischio nella fase più delicata di una vicenda che, dopo molti anni, può avviarsi a conclusione con un investimento complessivo di 2,4 miliardi oltre ad 1, 8 miliardi di prezzo di acquisto a rimborso dei creditori. Lascia stupefatti che di fronte a questi investimenti, le autorità locali non solo non si adoperino per il buon esito dell’operazione ma cerchino costantemente di ostacolarla senza considerare le conseguenze”.

 


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