Ilva, si riducono i numeri della cassa integrazione

Ilva, si riducono i numeri della cassa integrazione

Da 4984 a 3300. Si riducono i numeri della cassa integrazione negli stabilimenti Ilva di Taranto (3240) e Marghera (60). Giornata di trattative al ministero dello Sviluppo Economico tra azienda siderurgica e sindacati di categoria. Quello delle 3300 unità in cigs è un tetto massimo, mediamente i lavoratori in cassa integrazione a Taranto non saranno più di 2500.


A presiedere l’incontro a Roma il vice ministro Teresa Bellanova. La maggior parte dei lavoratori interessati sarà sottoposta alla cassa integrazione con una rotazione bisettimanale. Per circa 800 dipendenti, però, sarà a zero ore, poichè si tratta di addetti ad impianti fermi. Previsti, comunque, programmi di formazione e riqualificazione professionale.



Per il prossimo 3 marzo, intanto, sono attese le offerte vincolanti delle due cordate in corsa per l’acquisto dell’Ilva: Arcelor Mittal-Marcegaglia e Arvedi, Cassa depositi e presiti, Jhindal, DelFin. Nei giorni scorsi il Parlamento ha approvato la legge per il Sud che stanzia 24 milioni per garantire ai lavoratori Ilva in cassa integrazione nel 2017 lo stesso trattamento economico dei contratti di solidarietà del 2016.


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