Ilva Taranto, altri due feriti

Ilva Taranto, altri due feriti

Ancora infortuni sul lavoro nello stabilimento Ilva di Taranto. Gli ultimi due episodi si sono verificati tra ieri sera e questa mattina. Il primo è avvenuto alle 23.30 di ieri mentre venivano effettuate le operazioni di pulizia delle rigole dell’altoforno 1. Si tratta di canali lungo i quali  scorre la ghisa. La pulizia è stata possibile a seguito della fermata del campo di colata A. Durante queste operazioni un tecnico è stato colpito al piede destro da un tubetto in acciaio, utilizzato per l’insufflaggio dell’ossigeno.


Soccorso dal personale medico aziendale e trasportato all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, l’operaio ha riportato una ustione di secondo grado al piede destro con una prognosi di venti giorni. Questa mattina, alle 9,30 nel reparto Pca/2 (Produzione calcare), un caposquadra Ilva ha subito lo schiacciamento di due dita della mano sinistra durante delle operazioni di sbullonamento di una flangia a mezzo di chiave e di pistola automatica. Il caposquadra è stato soccorso e trasportato all’ospedale SS. Annunziata. Secondo fonti vicine all’azienda, entrambi gli episodi non hanno avuto conseguenze sulle attività produttive. Sono in corso ulteriori verifiche su quanto accaduto.



Sugli incidente, invece, l’Usb chiede chiarezza. “Nelle ultime settimane si sono verificati una serie di incidenti più o meno gravi di cui noi non ne siamo venuti a conoscenza se non attraverso la stampa o grazie ai lavoratori che ci hanno telefonato – dichiara Francesco Rizzo, coordinatore provinciale Usb – Il fatto è molto grave perché, a nostro avviso, il non volere da parte dei dirigenti Ilva comunicare volutamente ai responsabili sindacali degli incidenti, è un chiaro segno di ritorno al passato e di menefreghismo nei confronti della sicurezza”.

Proprio oggi si è tenuto un incontro all’interno dell’azienda in cui i rappresentanti Usb hanno chiesto spiegazioni circa gli infortuni delle ultime due settimane. Risposte che secondo l’Unione sindacale di base non sarebbero arrivate. “Si tratta – prosegue Rizzo – di un chiaro segnale di mancanza di rispetto verso chi subisce gli infortuni e verso chi vuole tutelare i lavoratori. Abbiamo più volte chiesto quale sia il numero reale degli infortunati nell’incidente dello scorso 18 marzo, ma né dai piani alti dell’Ilva né dall’infermeria ci danno contezza reale di quanto è avvenuto”.


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