Ilva Taranto, Confindustria vs Emiliano tra slogan e citazioni. Ecco le nostre pagelle

“Non possiamo permetterci il lusso di fare a meno dell’Ilva”. Vincenzo Boccia, presidente degli industriali italiani lo dice a Taranto, concludendo l’assemblea provinciale di Confindustria. Seduto in prima fila c’è Michele Emiliano che pochi minuti prima aveva chiesto aiuto a Confindustria per convincere il Governo a discutere di decarbonizzazione.


Boccia non ci è cascato. “Dialogo tra le istituzioni”, questa la sua ricetta per restituire “sostenibilità” alle acciaierie ioniche. Con una frase di Goethe “l’importante non è andare d’accordo ma andare nella stessa direzione”, il numero uno di Confindustria si è sfilato dalla marcatura di Emiliano ed ha lanciato la palla alla sua ala destra, il presidente di Federacciai. Antonio Gozzi ha girato al volo: “L’Ilva si salva se viene gestita da chi sa fare acciaio – ha detto – il risanamento ambientale deve avvenire nel rispetto delle regole europee”. 



Taranto, città del mondo il tema sviluppato nella relazione del presidente provinciale Vincenzo Cesareo che immagina una capitale industriale proiettata nel Mediterraneo, capace di cogliere la sfida del modello produttivo 4.0 e di proporre il prodotto turistico Taranto come una delle leve del nuovo sviluppo.

Le nostre pagelle.
Vincenzo Boccia: dal “lider maximo” di Confindustria ci attendevamo qualcosa di più. Ok ha contrapposto Goethe a Hermann Hesse citato da Emiliano, ma il senso delle sue parole è stato molto vicino al claim di una nota marca di orologi: toglietemi tutto, ma non l’acciaio. Sostenibilità, collaborazione interistituzionale… meno slogan, più contenuti presidente! Voto 5

Antonio Gozzi: il presidente di Federacciai nei panni del cattivo è perfetto. Prosa asciutta e tagliente. Probabilmente è stato l’unico ad emozionare il conduttore del talk (il giornalista Rai Angelo Mellone). Peccato che il suo discorso abbia la stessa tenuta di quegli stabili costruiti con la sabbia che vengono giù con una scoreggia. Ha invocato la cornice europea, ma tralascia un po’ di cose. Il Governo italiano è sotto stretta osservazione della Commissione europea per inadempienze rispetto all’Aia e per i prestiti concessi all’Ilva. Inoltre, presso la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo pende un procedimento a carico dello Stato italiano per violazione del diritto alla vita e all’integrità psico-fisica. Urge cura di fosforo. Voto 4-


Michele Emiliano: è arrivato in ritardo come le star perchè era all’assemblea dei “Liberi e pensanti” facendo storcere il naso alle gerarchie del Pd che hanno affollato l’assemblea di Confindustria manco fosse un congresso della Cgil. Ha parlato tanto (pure troppo) di decarbonizzazione, preridotto e acciaierie alimentate a gas. Forse non ci crede nemmeno lui, ma ormai sembra ingabbiato nel suo stesso personaggio. Tutti si aspettano che faccia “Michele Emiliano” e lui lo fa. Poco convincente. Voto 5+

Vincenzo Cesareo: ha ravvivato l’assemblea con la tavola rotonda ed ha messo a confronto opinioni diverse. Anche Cesareo ingrossa le fila dei neo-catastrofisti: senza l’Ilva sarà l’apocalisse. Finalmente, però, gli industriali di Taranto si sono accorti che oltre ai metalmeccanici ed agli edili, esiste un ventaglio composito e variegato di attività economiche. Nella sua relazione c’è traccia persino del turismo. Eureka! Si è preso una barca di complimenti dal suo presidente nazionale (e omonimo). Peccato, questo gli abbassa la media. Voto 6-


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