Ilva Taranto, uso e abuso della cassa integrazione

Quali sono le reali esigenze produttive dell’Ilva? C’è davvero bisogno di cassa integrazione? In che misura? E’ quanto scrivono Fim, Fiom, Uilm e Usb in una richiesta d’incontro inviata al ministero dello Sviluppo economico, al ministero del Lavoro ed ai commissari Ilva. Secondo i sindacati la cigs “sta diventando uno strumento utile ad Ilva per fare cassa senza verificare le reali necessità impiantistiche di produzione e di manutenzione”. Tutto ciò mentre “restano disattese e ignorate le denunce sulla mancanza di manutenzione degli impianti oramai al limite, condizioni che mettono a rischio la salute, la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente circostante. Le modalità di applicazione della cigs, inoltre, influiscono negativamente sulle prescrizioni previste dall’Aia”.


Nella missiva Fim, Fiom, Uilm e Usb denunciano che “non è garantita, a parità di funzioni e/o mansioni, una distribuzione equa della cassa integrazione che va così a pesare sempre sugli stessi. Tale situazione dimostra che sono notevolmente peggiorate le condizioni di salute e di sicurezza nello stabilimento”. I sindacati non accettano “il protrarsi di questa gestione fallimentare e tanto meno un aumento dei numeri, che peggiorerebbe ulteriormente la tenuta dello stabilimento. Non è più rinviabile pertanto un confronto per stabilire, così come comunicato dal direttore dello stabilimento quali sono le reali necessita manutentive degli impianti e del conseguente utilizzo del personale”.




Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Periferie, il Crest racconta l'Italia in sei spettacoli
from to