Ilva, tutti contro Di Maio. Il vertice con Mittal nasce male: Melucci (e non solo) diserta, ambientalisti critici

Ilva, tutti contro Di Maio. Il vertice con Mittal nasce male: Melucci (e non solo) diserta, ambientalisti critici

Di Maio le prende in tutti gli angoli del ring. Dura la vita dei governanti. Il vertice convocato per domani a Roma, nel corso del quale Mittal relazionerà sulle proprie reali intenzioni riguardanti  Taranto e gli altri segmenti italiani di Ilva, nasce male perché la strategia del ministro M5S scontenta tutti. Alle associazioni non è piaciuto essere state dimenticate, salvo poi ricevere l’invito (“frettoloso e tardivo”) ieri sera. Al sindaco di Taranto, e ad altri enti in indirizzo, non piace l’allargamento a 62 soggetti (non solo enti..) di un vertice istituzionale


Domani Melucci, alcuni sindaci dell’area ionica a rischio ambientale, il presidente della Provincia,  e gli industriali com’è noto non andranno a Roma e terranno a Taranto una conferenza stampa.  Intanto Di Maio risponde a muso duro: “Il vertice non è un club privato”.  Il tavolo sull’Ilva domani “è stato convocato perché ArcelorMittal ha chiesto di poter illustrare a tutti gli stakeholder le proprie proposte. Per me hanno diritto a partecipare tutte le rappresentanze dei cittadini coinvolti, incluse le associazioni e i comitati che in questi anni hanno svolto un ruolo essenziale. Ed è per questo che li ho invitati” ha detto il ministro all’Ansa. Il tavolo, prosegue, “non è stato convocato per trasformarsi in un club privato”. E “chi preferisce può liberamente scegliere di non partecipare. Da ministro lo accetto, ma ne trarrò le dovute conseguenze”.
IL DOCUMENTO DELLE ASSOCIAZIONI



Abbiamo accolto positivamente le azioni del Governo volte a mettere in discussione la gara di aggiudicazione dell’Ilva vinta da Arcelor Mittal, ma purtroppo prendiamo atto di come le azioni e le dichiarazioni dell’esecutivo, relativamente al futuro del siderurgico, vadano tutte nella direzione di garantirne la continuità produttiva attraverso l’“ambientalizzazione” dello stabilimento. Ricontrattare le condizioni di vendita con l’acquirente, peraltro al di fuori del processo autorizzativo dell’AIA, ipotizzare una nuova gara, progettare un nuovo piano assunzioni ed un nuovo piano ambientale, non ricorrere ad un decreto per eliminare l’immunità penale, non lavorare per progettare un concreto ed efficiente piano di riconversione ecologica della nostra economia e perfino non ritirare le controdeduzioni fatte dal Ministero contro i ricorsi delle associazioni sull’ultimo Decreto salva-Ilva, rappresentano infatti segnali inequivocabili che la volontà del Governo sia quella di scongiurare la chiusura dell’Ilva e di legare il futuro del nostro territorio a quello della produzione dell’acciaio. Una posizione che – ribadiamo – oltre a porre il Governo su posizioni distanti e contrapposte a quelle che abbiamo esposto al Mi.S.E. in audizione, rappresenta un evidente tradimento del mandato elettorale ricevuto dalla città di Taranto e dello stesso accordo di governo che parla esplicitamente di “chiusura progressiva delle fonti inquinanti”. D’altro canto come si intenderebbe “chiudere” se si cederà Ilva a Mittal? Prendiamo altresì atto che il Ministro Di Maio non ha ancora raccolto il nostro perentorio invito a venire a rendicontare le strategie del Governo a Taranto, oltre che a visitare lo stabilimento accompagnato dagli operai che su quegli impianti lavorano e rischiano la vita ogni giorno.

Di contro, il Ministro ha convocato a Roma per lunedì 30 luglio (domani)  tutte le parti coinvolte nella vicenda: Presidenti di Regione, Ministero dell’Ambiente, Ministero del Lavoro, Presidente di Provincia, Sindaci, Prefetto, Autorità Portuale, Sindacati, Confindustria, Commissari, ArcelorMittal S.A e AM InvestCo Italy srl e, con un invito frettoloso e tardivo giunto sabato notte, anche le associazioni del territorio. Oggetto dell’incontro, la “presentazione da parte di Arcelor Mittal dell’addendum al contratto di affitto dei rami di azienda di Ilva”. Dunque il Ministero dello Sviluppo Economico esautora quello dell’Ambiente dalla sua funzione di titolare del procedimento prescrittivo del Piano ambientale, lasciando a Mittal la possibilità di migliorare quello che, già col Governo precedente, si era scritto sostanzialmente da sé. Un’apertura verso l’acquirente che la dice lunga sul destino dei propositi di chiusura della fabbrica e riconversione del territorio. Speriamo di essere smentiti e che si cambi immediatamente rotta nella risoluzione e gestione della questione Ilva.

Taranto non può più attendere, Taranto merita rispetto.


Comitato Cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti

Comitato quartiere Tamburi

FLMUniti CUB

Giustizia per Taranto

Legamjonici

Tamburi Combattenti

Taranto L.I.D.E.R.

Taranto Respira

TuttaMiaLaCittà

singole e singoli cittadini

 

MELUCCI: IL COMUNE DI TARANTO NON PARTECIPERA’! SCENEGGIATURA GIA’ SCRITTA  

La risposta del Ministro Di Maio alle preoccupazioni e sollecitazioni delle Istituzioni locali è giunta inequivocabile. Poco dopo le 21:30 di sabato l’invito al tavolo Ilva del 30 luglio è stato revisionato, non integrandolo magari coi parlamentari ionici, ma estendendolo addirittura ad una serie di sigle pseudo associative e comitati, tra i quali si rinvengono quelle delle aggressioni in Prefettura nel giorno dell’ultimo tragico incidente nello stabilimento, sigle dunque spesso inclini al dileggio delle Istituzioni, sigle che hanno parte della responsabilità di aver lacerato la comunità ionica in questi anni. Il Ministro ha perciò scelto i suoi interlocutori e ha tracciato definitivamente la linea dei lavori, contro ogni nostro ulteriore possibilismo. Il Comune di Taranto non parteciperà a nuove iniziative in questa forma. L’Azienda e i Commissari sanno dove trovare il sindaco quando la legge della Repubblica Italiana prevederà il suo coinvolgimento. L’Amministrazione del Civico Ente non si presterà a questo dilettantismo spaccone, che il Ministro Di Maio ci spaccerà sicuramente per trasparenza e democrazia, ma in realtà è solo una sceneggiatura ben congegnata per coprire il vuoto di proposte e di coraggio.

DOMANI LA CONFERENZA A TARANTO DI PROVINCIA,  TRE SINDACI, INDUSTRIALI E ALCUNI SINDACATI

Il Presidente della Provincia di Taranto, i Sindaci di Taranto, Statte e Montemesola, Confindustria Taranto e quelle Organizzazioni Sindacali che hanno deciso di non partecipare al tavolo romano su Ilva, allestito dal Ministro Di Maio secondo criteri non condivisibili, si ritroveranno in conferenza stampa lunedì 30 luglio alle ore 10:00 a Palazzo di Città di Taranto, nella convinzione che vada correttamente edotta la comunità sul futuro di Ilva, vada evitata altra pericolosa confusione, vada recuperato il senso e l’unità delle Istituzioni a vantaggio di tutti i cittadini ionici.

 


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