ILVA VICINO AL COLLASSO e SENZA MANUTENZIONE DA ANNI

Sara' colpa del cielo azzurro che sovrasta le terrazze del circolo Ufficiali, ma il tema inquinamento non è per nulla nelle corde di Confindustria che riunisce il direttivo nazionale a Taranto e chiede al Governo la fine della gestione commissariale.

Prima Squinzi e poi, nel dettaglio, il patron di Federacciai, Gozzi: gli imprenditori ritengono che per Taranto il commissariamento faccia davvero rima con fallimento dell’industria italiana dei laminati piani.
‘Chiediamo al Governo che l’azienda torni subito sul mercato – dice Squinzi –
Ilva Taranto ha subito un calo produttivo del 50 per cento. Bisogna recuperare. Questo crollo della produzione si riflette ovviamente sul conto economico.
Non ho accesso ai bilanci ma credo che le perdite siano consistenti’.
Squinzi a Taranto ha presieduto la riunione del direttivo nazionale, incontro che ha partorito un pacchetto di proposte per il rilancio del Sud.
Naturalmente, a Taranto non può che essere l’acciaio il tema della conferenza stampa finale. E acciaio richiama ancora in causa i Riva.
Ma Confindustria sul punto ha una idea molto precisa.
‘Sulla famiglia Riva sono state scaricate colpe che andrebbero accertate. Ciò che accade dal 2012, ad esempio, non va messo a loro carico e ultimamente non c’è stata gestione imprenditoriale. È’ il caso che Ilva torni in mani competenti’.
Privatizzare, dunque, altro che nazionalizzare!
Gozzi, Federacciai, lo dice chiaramente: ‘Siamo contrari al tema dei commissariamenti. Gli ultimi tre anni di Ilva ci danno ragione – dice il numero uno di Federacciai – Nessun risanamento ambientale c’è stato e la crisi produttiva non è stata superata. Il modello della gestione commissariale non restituisce mercato all’azienda, l’Aia e’ stata attuata in minima parte, inoltre’.
Secondo gli industriali, ‘Ilva rischia di nuovo il collasso dovuto ala crisi propria e a quella congiunturale. I concorrenti europei non aspettano altro che venga cancellata’.
Infine, la conferma di quanto da tempo denunciano i lavoratori.
Taranto non ha più manutenzione da anni. Per lo stabilimento serbirebbero 350 milioni per esercizio.
Non ci sono.
L’impianto si sta degradando tecnologicamente .
Confindustria chiede tempi certi al governo, quindi. E chiede pure che ad occuparsene siano ‘le migliori competenze per un piano industriale serio che porti Ilva fuori dalle secche.
Non nazionalizzata, l’industria, ma restituita al mercato’.
Fin qua, l’altra metà del vero.
(adl)



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