Immunità penale Ilva, s’infiamma il dibattito politico

Immunità penale Ilva, s’infiamma il dibattito politico

E’ una replica durissima quella che Francesca Viggiano, assessore all’Ambiente del Comune di Taranto, affida ad una nota stampa, all’indomani del dibattito organizzato dai Verdi di Taranto cui è intervenuto anche Michele Emiliano. Una replica a cui hanno subito risposto il leader dei Verdi Angelo Bonelli, Rocco De Franchi, già vicesindaco di Taranto e ora consigliere di Emiliano sui temi ambientali, la federazione dei Verdi di Taranto con una nota a firma di Eliana Baldo e Gregorio Mariggiò. Il dibattito s’infiamma. Vi proponiamo di seguito gli interventi.


FRANCESCA VIGGIANO – “Al grido di su Taranto è calato il silenzio, di Taranto vorrebbero parlare solo loro. A sproposito. Immunità penale, bambini, mercificazione del dolore. Una vetrina politica più che un corso di aggiornamento per avvocati. Campagna elettorale, insomma. Come il M5S qualche mese fa. E tutti abbiamo visto il risultato. Travestire un comizio politico da corso di aggiornamento – continua l’assessore Viggiano che è anche avvocato -ha consentito a qualcuno di evitare il dibattito con l’amministrazione comunale e le associazioni ambientaliste, quelle vere. Un monologo, praticamente. In cui l’immunità penale è stata trattata e discussa come fosse la Constitutio criminalis Carolina. Eppure il commissario UE Manfredi ha pienamente fatto chiarezza su cosa sia e quali siano gli effetti della cosiddetta Immunità penale e che ha ritenuto ben individuabili in caso di violazione – e dunque senza immunità che tenga – le responsabilità del gestore. Le condotte poste in essere in attuazione del piano ambientale non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa. Detto in altri termini, Ilva, rectius ami, non ha licenza di inquinare ma deve eseguire tutte le opere e le migliorie che vadano a risolvere decenni di incuria, inquinamento e silenzio. Il silenzio di una intera comunità che ha tollerato, taciuto per un benefit economico, una casa al mare o per avere denaro a sufficienza mandare i figli all’università. Fuori sede”.



“Tutta la politica di quegli anni è colpevole. Ma rischia di esserlo anche quella attuale quando si limita a speculare. Il M5S che aveva promesso l’eliminazione dell’immunità penale ed ha disatteso ogni impegno. Ma lo fa anche chi si limita a parlare di immunità penale per fare demagogia e non individua valide soluzioni. Noi riteniamo che si debba partire dalla VIIAS, dalla Valutazione Integrata dell’Impatto Ambientale e Sanitario, scelta obbligata per coniugare tutela della salute e lavoro. E lo facciamo senza piangerci addosso e senza speculare sui bambini. Anche io ho una bimba di due anni, anche io combatto da 18 anni con una patologia tumorale ma mai e poi mai ho speculato su questi temi alla ricerca di un facile applauso. Io punto alle soluzioni, non alla demagogia. Ci batteremo affinché il Governo centrale ascolti le nostre proposte partendo proprio dalla VIIAS.

Basta speculare sui bambini di Taranto. Vogliono aiutare Taranto? Investano in infrastrutture, cultura, ci consentano di sviluppare altri settori economici non legati al siderurgico. Non vi consento di usare mia figlia e gli altri bambini di Taranto come scudo politico. E se dovete venire a Taranto a parlare di ambiente fatelo nelle sedi in cui il dibattito possa essere costruttivo e non meramente distruttivo dell’immagine di una città che lotta ogni giorno per allontanare le ombre del passato, immaginando e realizzando un nuovo futuro in cui l’ambiente, la salute ed il lavoro possano coesistere nel rispetto del diritto di ciascun cittadino a godere delle stesse opportunità di benessere”.

ANGELO BONELLI – “Ho compreso solo a fine lettura che fosse il comunicato dell’assessore all’ambiente del comune di Taranto – scrive Bonelli – in un primo momento ho pensato si trattasse di una risposta dell’ufficio stampa di Arcelor Mittal! Un assessore che difende l’immunità penale concessa all’azienda ex Ilva è semplicemente sconcertante, nessuna parola di fronte all’archiviazione proposta dal pm Buccoliero proprio per gli effetti del decreto legge 1/2015 e 98/2016 relativa all’alta concentrazione di diossina nel quartiere Tamburi”.


“Il dramma di Taranto – aggiunge – è quello di aver avuto una classe politica in ginocchio di fronte al grande interesse economico rappresentato dal siderurgico mettendo così in ginocchio la città e la salute della sua popolazione, una classe politica silente e debole che negli anni passati ha nascosto il dramma sanitario di Taranto offendendo e denigrando gli ambientalisti che denunciavano. Oggi l’assessore all’ambiente del comune di Taranto attacca chi da anni si batte per la salute dei tarantini e non chi quella salute l’ha compromessa arrivando a difendere l’indifendibile: l’immunità penale”.

VERDI TARANTO – “Restiamo veramente sconcertati leggendo le parole dell’assessore del comune di Taranto, avv. Viggiano.
Certo una cosa è vera: a parlare dei problemi ambientali a Taranto, siamo sempre gli stessi. Non c’è dubbio. Così come è chiaro che l’amministrazione comunale non poteva sedere allo stesso tavolo al convegno sull’immunità penale ai nuovi acquirenti Ilva, con chi da sempre si è esposto a caro prezzo per urlare lo scempio perpetrato da anni. Nessuna mercificazione del dolore, nessun comizio, il convegno ha riacceso i riflettori su un problema spinoso che evidentemente da fastidio a molti.

Aver raccolto l’interesse delle classi professionali non può che lasciar ben sperare così come il nervosismo dei negazionisti ci fa capire che stiamo perseguendo la giusta via. Mai più silenzio su queste brutture giuridiche, perché l’immunità questo è: la morte dei Diritti fondamentali. Ne parleremo ancora e con tutti coloro che sono disposti a NON mettere la testa sotto la sabbia o a girarla dall’altra parte. Infine, sul riferimento dell’assessore Viggiano a Veronica Manfredi (UE), le responsabilità sono sì individuabili ma restano al vaglio della Commissione Europea. E intanto in Italia che si fa? Si continua a legiferare d’urgenza calpestando la Costituzione”.

ROCCO DE FRANCHI – “Leggo basito il comunicato di una esponete della Giunta tarantina che riesce in poche confuse battute a smentire il Presidente del proprio Ordine degli avvocati, quello dell’Ordine dei Medici ionici che ha posto a mezz’asta il Tricolore fino a quando non sarà cassata la norma sulla immunità penale, oltre che il buonsenso, la scienza e la coscienza di una intera comunità. Ma non possiamo offenderci. È evidentemente l’ennesimo esercizio obbligato, imposto ad assessori che per evitare di perdere il “posto” devono sottostare agli ordini.

Nessuno ha usato i figli nostri, crediamo che ognuno debba occuparsi dei bambini per quanto di propria competenza, e provare a difenderli non dovrebbe essere accusa di “strumentalizzazione”, perché non è una gara a chi ha più bambini o più malati di tumore nella propria casa. E’ provare, invece, a restare dalla parte giusta della barricata. Le multinazionali, si sa, non hanno bisogno di cordate di diritto ne tanto meno della solidarietà delle istituzioni su temi che farebbero rabbrividire chiunque. Certo questa comunità”.


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