Informazione, è vertenza Taranto. Si lavora ad un fronte compatto

Informazione,  è vertenza Taranto. Si lavora ad un fronte compatto

Una vertenza seria, delicata, di categoria. Spacchettata nel merito, certo, ma assemblata per ragioni di principio generale.


A Taranto quella della comunicazione è una crisi seria e profonda. E’ quanto accade, se non peggio,  in altre realtà italiane. Come il contesto nazionale ci fa sapere, come il mondo che cambia in parte impone, come la crisi pubblicitaria insegna… bisogna reagire ma per farlo occorre ritrovarsi al fronte compatti.



Sui diritti e sui doveri di questa professione non si può transigere. Sugli impegni degli editori e sul ruolo dei giornalisti non si può trattare. Tutto cambia, è vero, ma ciò non significa che tutto debba peggiorare. Taranto negli ultimi anni ha perso il suo giornale storico di riferimento, hanno chiuso emittenti tv e canali radiofonici, sono in crisi le tv operanti, tra chi resiste trascinandosi e chi teme di dover sventolare bandiera bianca, i giornali vendono poco e i siti web professionali cercano la rotta nella palude dove tanti, troppi, ritengono di essere informatori e divulgatori di se stessi e del mondo intero. Un mercato, quello della notizia, che non può presicindere dalla qualità professionale e dei canoni di una dontologia ferma e da rispettare. Il tutto, nello scenario di cui sopra a cui si aggiunge, drammaticamente, l’idea di una certa politica che preferisce il copia e incolla alle interviste, e che non sopporta più la verità.

Ieri in via Dionisio si è discusso di lavoro, intanto. Operai della scrittura, artigiani del video, cultori del fotogramma, visionari del web… insomma giornalisti, cameraman, fotografi, montatori, social di professione…. tutte le facce e i colori della cronaca si sono ritrovati (gli assenti? Li aspettiamo alla prossima, la questione riguarda tutti e anche chi non pensa che oggi sia così) non intorno ad un capezzale ma certamente in una stanza che intende gestire la crisi, come un’unità di protezione civile e democratica. Noi de La ringhiera abbiamo detto la nostra, come altri colleghi, e siamo pronti a fare quadrato con chi ha deciso di separare nettamente il diritto dei lavoratori della notizia dai diritti presunti di chi ci specula su. E sono tanti, e sono troppi.

Ecco il documento sottoscritto da Assostampa e Cgil, ieri, sera, al termine della riounione di via Dionisio:


L’informazione a Taranto: occupazione in emergenza ma necessità di garantire la tenuta democratica della città

Un’assemblea pubblica nella quale come CGIL, SLC CGIL ed Assostampa abbiamo deciso di dare un “microfono aperto” ai lavoratori del settore dell’informazione, dai giornalisti ai tecnici, per portare sotto i riflettori i problemi di chi, quotidianamente, li accende per dare risalto alle problematiche degli altri raccontando vertenze, storie e fatti, ma che mai riesce a parlare di sè.
In primo piano ci sono state le storie di alcune figure emblematiche del settore: giornalisti precari, uffici stampa, giornalismo sul web, fotografi e tecnici.
Una serata importante, per ribadire ancora una volta che quello dell’informazione non è un hobby ma un mestiere fondamentale e necessario a far circolare idee e informazioni e sviluppare una coscienza critica persino in una città martoriata come il capoluogo jonico.
La crisi economica ha travolto ormai anche gli operatori dell’informazione: giornali, tv locali e radio sono in gravissima difficoltà. Sfruttamento, assenza di diritti, precariato, cassaintegrazione, contratti di solidarietà, contributi irrisori, stipendi non pagati, sudditanza verso un certo modo di fare politica, sono ormai all’ordine del giorno.
C’è tanto da fare, affinché nell’era del web l’idea di una stampa libera non rimanga che un’illusione, dato che, come ribadito ieri, la circolazione di notizie “vere e verificabili” consente lo sviluppo critico e culturale della società (e Taranto ne ha davvero bisogno) che, alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni, ha bisogno essenziale di recuperare una sua identità attraverso la corretta informazione ed affermazione reale di fatti ed accadimenti.
E la spia di un momento così delicato è data dai recenti episodi gravissimi di minacce accaduti ad Alessandra Macchitella o il divieto di accesso allo stadio per Gianni Sebastio e Ninni Cannella. Ferma è stata la condanna dei partecipanti ed organizzatori dell’assemblea: parlare con la stampa e permettere ai media di lavorare correttamente è il fondamento di una società democratica, specie in un contesto così complesso come quello di Taranto.


I numeri impietosi sul livello occupazionale, inoltre, sottolineano come effettivamente sia necessario porre da un lato un freno alla continua emorragia di posti di lavoro e, parallelamente, dall’altro dare stabilità: essere pagati a pezzo vuol dire scrivere necessariamente qualcosa gradita all’editore e limita la libertà di opinione e di racconto dei fatti di chi vive di quel misero compenso e vorrebbe avere una maggiore stabilità di vita.
Tanti sono stati gli spunti: un riordino del sistema professionale, la questione dei contributi, la proposta di un protocollo di intesa con la Pubblica Amministrazione, un rapporto chiaro e franco con tutti i soggetti, compresi le istituzioni.
Come SLC CGIL ed Assostampa abbiamo deciso di aprire, sulla base delle richieste ed idee avanzate ieri dai lavoratori, una “vertenza” sul mondo dell’informazione: inevitabilmente il confronto ora passerà con le “aziende” del settore perché, come detto nell’assemblea di ieri sera, anche quella dell’editoria deve essere una classe imprenditoriale seria e non più improvvisata visto il ruolo delicato e pubblico che l’informazione gioca.
Il primo passo è fatto e prossimamente apriremo al confronto precedentemente detto: è una responsabilità di tutti e come SLC,CGIL ed Assostampa non abbiamo intenzione di venirne meno.

Andrea Lumino (SLC CGIL Taranto)
Paolo Peluso (CGIL Taranto)
Mimmo Mazza (ASSOSTAMPA Puglia)


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