Istituto musicale Paisiello, torna la mobilità per i lavoratori: ma non era tutto risolto?

Istituto musicale Paisiello, torna la mobilità per i lavoratori: ma non era tutto risolto?

Taranto celebra, a suo modo, i duecento anni dalla morte di Pasiello rischiando di veder chiudere il conservatorio che porta il suo nome e dimenticandosi, abbandonata, la casa che lo vide bambino in Città Vecchia.


Restiamo al liceo, per adesso. L’annuncio del cofinanziamento Miur-Regione-Provincia aveva dato l’impressione che tutto si fosse risolto. Ma così non è nel medio termine e così certamente non è nel lungo termine, visto che di statalizzazione non v’è ancora traccia.



La Uil lancia l’allarme. E attacca l’Amministrazione provinciale che, come già accaduto con Isolaverde, rischia di perdere di mano e di vista questa altra grande questione culturale, sociale e politica.

Giancarlo Turi, segretario generale UIL Taranto, interviene sulla riapertura, da parte dell’Ente Provincia, della procedura di mobilità per i docenti dell’istituto Giovanni Paisiello” di Taranto. “Puntuale è arrivata la comunicazione della ri-attivazione della procedura di mobilità per i docenti dell’Istituto Paisiello: prima sussurrata, ora formalizzata – spiega Turi –  In sostanza l’Ente, a firma del suo segretario generale, denuncia le inadempienze delle istituzioni sottoscrittrici del patto (MIUR, REGIONE PUGLIA e PROVINCIA), che, a suo dire, lo avrebbero disatteso”. Spiega, nel dettaglio  e precisa: “Se sul contributo statale continua a sussistere una distonia interpretativa (ll MIUR lo intende comprensivo del contributo straordinario erogato all’Istituto), sul mancato avvio del percorso di statizzazione, siamo proprio alla sviste istituzionali. E bene ha fatto il vicepresidente dell’Ente, Gianni Azzaro, ad invocare un incontro tra tutte le Istituzioni interessate per tracciare un ulteriore tratto evolutivo della delicata vertenza, interessando ed invocando l’intervento  del Prefetto di Taranto. Una Città già abbondantemente provata dalle tante vertenze aperte, tutte di complessa risoluzione, alcune di valenza internazionale, deve trovare al suo interno la forza e la capacità propositiva per trovare soluzioni, ma mai,  diciamo mai, deve ricorrere al “ricatto occupazionale” in danno dei  dipendenti. La strada è stata faticosamente tracciata, bisogna solo accelerare le procedure legislative in atto e – chiude Tursi –  se queste fuoriescono dall’anno accademico in corso (termine 31 ottobre),  bisogna ricorrere ad un nuovo accordo ponte prima ancora traghettare l’Istituto alle dipendenze dello Stato. Toni basi, stile sobrio, azioni mirate ed efficaci: di questo ha bisogno la Città! La stagione degli eccessi è terminata: Taranto deve ritrovare una sana normalità e di questo è bene che se ne facciano interpreti i diversi livelli Istituzionali, a partire dalla Provincia””.

Della serie, fatti e non proclami.


(nelle foto, la casa di Paisiello nella Città Vecchia di TARANTO)

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