La mattanza tarantina compie 30 anni

La mattanza tarantina compie 30 anni

(video Taranto Città Criminali, docufilm di La7) Don Ciccio Basile cadde il 23 settembre del 1988. Quell’omicidio scoperchiò un vaso stracolmo di odio e rancore tra persone che indossavano lo stesso cognome e le stesse pistole.


E con loro finirono in camera mortuaria alleanze, patti non scritti e vecchi affari. Taranto conobbe il suo far west , tutto il resto è conseguenza che conosciamo e viviamo. Don Ciccio era definito l’uomo dell’equilibrio perfetto, l’antiquario saggio.La strage della barberia (1° ottobre 1991, quattro morti innocenti e due feriti gravi) segnerà invece la fine di quel triennio di sangue, violenza e paura, il peggiore nel Dopoguerra tarantino: 169 morti ammazzati per strada, senza badare ai passati, all’orario, a chiunque potesse trovarsi al centro della linea di fuoco dei sicari in moto, col casco, a volto volto scoperto, sfacciati, sanguinari incalliti. Pericolosi per tutti.



L’inizio di quella mattanza compie trent’anni. I tarantini non l’hanno dimenticata. Uno dopo l’altro, caddero sull’asfalto personaggi del calibro di Don Ciccio Basile, Paolo De Vitis (papà di salvatore..)  il “melonaro”,  lo stesso Salvatore De Vitis , Cosima Ceci, la madre dei tre Modeo fratellastri di Antonio  “il messicano” che sarà ucciso a Bisceglie per mano di Salvatore Annacondia.

Sono i volti di copertina dei capitoli decisivi di un racconto nero. Un clima di terrore che ferì a morte innocenti come Sandra Stranieri, altri tarantini inermi e tantissimi personaggi piccoli ed emergenti di una mala divisa dalla faida De Vitis – Modeo, con i clan collaterali a darsi per sempre in una battaglia senza quartiere e senza pietà.  Seguiranno i blitz, gli arresti dei boss e dei soldati, le pesanti condanne. Ellesponto è il nome di quella reazione. Tutto mentre a Berlino crollava il muro, a Taranto giungeva Karol Wojtyla (quel giorno di fine ottobre esplose una bomba a Paolo VI sotto la casa di uno dei Modeo..) lo Iacovone si riempiva ancora di tifosi e l’Ilva cominciava a dare segnali di cedimento statale. Il pentapartito a Taranto stava già morendo, tre anni prima di Tangentopoli. E il populismo tv  trovava gioco facile prima che lo facesse su scala nazionale.  Roberto Nistri quei giorni li ha spiegati in queste pagine del 2012 .

 


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