La (non)normalità della fase 2

La (non)normalità della fase 2

Si poteva fare meglio? Sì. Sono stati fatti errori? Certamente. Non ci piacciono le assoluzioni politiche, ma nemmeno i linciaggi di piazza. E’ il momento della responsabilità. Dopo due mesi di lockdown oggi l’Italia riparte. Riaprono gli esercizi commerciali, decade l’obbligo dell’autocertificazione per gli spostamenti in regione. Nelle prossime settimane ci saranno altre riaperture e la ripresa sarà completa.


Saranno giorni altrettanto difficili, inutile nasconderlo. L’economia è provata. Le tasche degli italiani sono vuote, i consumi azzerati. Tanti dubbi, molte incertezze. Eppure bisogna ricominciare, poco alla volta. Senza strafare. Le imprese mettano da parte la smania di pareggiare i bilanci in rosso, i cittadini contengano la voglia di… normalità. La vita prima del covid, purtroppo, è una meta lontana. Dovremo abituarci ad una nuova (non)normalità.



La comunità scientifica non fa mistero dei dubbi sull’efficacia delle norme decise da Governo e Regioni. Scienziati e tecnici chiedevano maggiore prudenza, la politica e l’economia hanno deciso diversamente. Nessuno sa, in questo momento, con quali risultati. Teniamolo in conto ogni qual volta ci assalirà la tentazione di accalcarci l’uno sull’altro come se niente fosse; di avvicinare più del dovuto i tavolini al bar, al ristorante o le poltrone dal parrucchiere. Questa volta chi lo fa non rischia solo una sanzione, mette in pericolo la sua vita e quella degli altri.

Le epidemie, spesso, hanno alti e bassi. Gli esperti lo chiamano andamento a “jojo”: si affievoliscono e poi ripartono con nuovi picchi, altri ammalati, altri decessi. L’Italia non può permetterselo. Siamo stati tra i più colpiti al mondo dalla pandemia e non ne siamo ancora usciti. Qualcuno guarda alla Cina. Ma della Cina non abbiamo nè la forza economica, nè la capacità organizzativa. E nemmeno, per fortuna, le prerogative di coercizione. In Italia abbiamo milioni di difetti, ma siamo un sistema democratico in cui “la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Libertà e democrazia sono beni preziosi, come tali vanno amministrati e tutelati sempre, anche nelle condizioni più difficili, anche col covid, con istituzioni che non brillano per efficienza e con tanti furbetti sparsi lungo lo Stivale. Speriamo, quindi che la fase 2 serva anche a questo: a cambiare nel profondo il nostro modo di governare e di essere cittadini.


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