La visita del premier, in Prefettura la “rifirma” del Contratto per Taranto

La visita del premier, in Prefettura la “rifirma” del Contratto per Taranto

La battuta che, forse, meglio sintetizza il senso della giornata di Matteo Renzi a Taranto è di Michele Emiliano. “Oggi nasce l’istituto della rifirma”, dice ai giornalisti nei corridoi della Prefettura a conclusione del vertice con il presidente del Consiglio, spiegando che “per Taranto non c’è una lira di più di quanto non fosse già previsto”. Il riferimento è agli 850 milioni del Contratto istituzionale di sviluppo sul quale il premier ha aggiunto il  suo nome al termine dell’aggiornamento condotto con il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, con i sottosegretari Claudio De Vincenti (Presidenza del consiglio) e Teresa Bellanova (Lavoro).


La Prefettura è la seconda tappa della visita del capo del Governo dopo il taglio del nastro del restaurato secondo piano (ci sono voluti 18 anni) del Museo MarTa. Prima incontra i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil di Taranto che gli consegnano la loro piattaforma rivendicativa, poi inizia il confronto con Regione, Comune e Provincia sui provvedimenti contenuti nel Cis. Renzi modera l’incontro cede la parola, chiede chiarimenti, ringrazia (i commissari per le bonifiche e del porto), se necessario incalza gli interlocutori. Vuole numeri, date, tempi certi. Dalle ampie finestre, intanto, arrivano gli echi della contestazione incentrata sul X decreto salva Ilva.



Ed è proprio sull’Ilva che cala il gelo (l’ennesimo) tra Renzi ed Emiliano. Il governatore insiste sulla conversione a gas per azzerare le emissioni “le bonifiche sono inutili – dice – se non si ferma la fonte di emissione dell’inquinamento” e poi affonda sull’Aia. “Quanto hanno speso i commissari? Hanno dichiarato di aver realizzato l’80% degli interventi, ma è davvero così”. Emiliano si concede una stoccata sul X decreto convertito in legge l’altro ieri. “Lo esamineremo anche se ci sembra che il ruolo della Regione sia marginale relativamente alle modalità di vendita. Però lo valuteremo attentamente come parte offesa nel processo Ambiente svenduto”. L’affondo di Emiliano è proseguito sulla sanità. “La Puglia ha quasi la stessa popolazione dell’Emilia Romagna, ma ha 100 milioni di fondi in meno e 15mila unità occupate in meno. Così la Puglia non può farcela e soprattutto non può farcela una realtà come Taranto in piena emergenza ambientale e sanitaria. Per questo chiedo una deroga soprattutto per questa città”.

Insomma, Emiliano ha pronunciato una parte delle cose che avrebbe dovuto dire il sindaco Ippazio Stefàno il quale, invece, ha elargito complimenti e ringraziamenti per l’operato del Governo senza alcun accenno critico nemmeno in campo sanitario, uno dei suoi leit motiv preferiti. Niente! Stefàno è rimasto appiattito, attento solo a non oscurare la figura di Renzi. Al contrario, il presidente della Provincia Martino Tamburrano è riuscito a ritagliarsi uno spazio di visibilità chiedendo al primo ministro i 38 milioni di euro per la Regionale 8. Istanza che Renzi ha prontamente girato a Emiliano e De Vincenti.

Renzi tornerà a Taranto nel giro di un anno. “Facciamo entro giugno 2017”, si è poi corretto manifestando la volontà di evitare il gran caldo di oggi. Prima della “rifirma” del Cis, ha tirato le somme. Le distanze con Emiliano sull’Ilva restano abissali. “Lavoro e salute si possono tenere insieme” secondo il premier. Ma stentiamo a capire come! Ma oggi era il giorno del MarTa. Quel museo che deve cancellare l’onta dei 57mila visitatori del 2015 (per Taranto è comunque un record), già aumentati del 60% nei primi sei mesi del 2016 e che “devono diventare 100mila a fine anno e 200mila il prossimo”. Altro tema caldo le bonifiche. Renzi ha strappato una promessa al commissario Corbelli: completare la bonifica delle scuole del rione Tamburi entro l’avvio del prossimo anno scolastico. Un risultato che il capo del governo vorrebbe suggellare con la visita a Taranto del ministro della Pubblica Istruzione. E poi c’è il porto (nel pomeriggio c’è stato un veloce sopralluogo al molo Polisettoriale) sul quale in tre anni sono stati investiti 428 milioni di euro a fronte dei 35 milioni investiti nei dieci anni precedenti. Un dato che ha impressionato positivamente Renzi che si è complimentato con il commissario Sergio Prete. Che sia un’investitura per la nomina a presidente della nuova Autorità portuale di sistema? (La foto a corredo di quest’articolo è stata gentilmente offerta dallo Studio Renato Ingenito)



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