Laterza, ecco il festival delle Gravine: si comincia con Mario Venuti

Con Mario Venuti non poteva iniziare più a Sud il Festival della Terra delle Gravine ideato a Laterza da Giovanni Tamborrino, che a un «Sud vivente» guarda con il programma dell’ottava edizione, al via giovedì 28 luglio, in piazza Vittorio Emanuele (ore 22, ingresso libero), con il concerto «fuori programma» del noto cantautore siciliano.


E tema più attuale non poteva essere colto con le canzoni dell’album più recente del fondatore dei Denovo, tra i gruppi di punta del rock italiano targato anni Ottanta, con cui Venuti iniziò la carriera artistica sotto l’ala protettrice di Franco Battiato. S’intitola, infatti, «Il tramonto dell’Occidente» l’ultimo disco sfornato dal cinquantaduenne artista di Siracusa, che per il Festival della Terra delle Gravine, organizzato dal Comune di Laterza con il sostegno della Regione Puglia e la collaborazione artistica dei Teatri di Bari, Kismet e Abeliano, presenterà non solo le sue ultime creature ma anche tre decenni di carriera, con una carrellata dei suoi grandi successi, accompagnato da Pierpaolo Latina (tastiere), Antonio Moscato (basso) e Donato Emma (batteria).



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Sembra ieri quando, dopo cinque riusciti album, i Denovo decidono di sciogliersi, lasciando libero Venuti di intraprendere un’altrettanto fortuna carriera solista. In questa nuova veste il musicista debutta nel 1994 con «Un po’ di febbre», disco, eclettico e originale, in cui Venuti offre una prova di grande maturità e canzoni di alto livello. Poi la collaborazione con Carmen Consoli per «Due parole», nel quale co-firma «Amore di plastica» (presentato a Sanremo Giovani nel 1996) e «La semplicità».

Quell’anno esce anche il secondo album da solista, «Microclima»: il Mediterraneo si mischia ai tropici e il pop inglese compie escursioni nella tradizione afro-brasiliana. Un anno dopo Venuti partecipa a Sanremo Giovani con un brano di grande intensità e immediatezza, «Il più bravo del reame», preludio all’album «Mai come ieri», con la title-track cantata in coppia con Carmen Consoli.

Nel 2003 pubblica «Grandimprese», dieci canzoni tra le quali spiccano il singolo «Veramente» e «Monnalisa» di Ivan Graziani. Siamo alla vigilia dell’exploit a Sanremo, dove nel 2004, con la canzone «Crudele», Venuti vince il Premio Mia Martini/Premio della Critica e il Premio Radio e TV Private.


Scrive per Raf  e per Sirya. E la sua «Echi d’infinito», cantata da Antonella Ruggiero, si afferma nella sezione donne a Sanremo, nel 2005, l’anno in cui Venuti canta con la Pfm «La guerra di Piero» di De André al Concerto del Primo Maggio a Roma.

Il 3 marzo 2006, per Universal, esce «Magneti», quinto disco da solista, dopo i cinque realizzati con i Denovo. «Qualcosa brucia ancora», il primo singolo, è una canzone scritta d’istinto, seguita da «Un altro posto nel mondo», presentata al Festival di Sanremo e vincitrice del premio Lunezia.

All’indomani della partecipazione a Sanremo, Venuti parte in tour con il suo gruppo, Arancia Sonora, con cui registra il suo primo dvd, «Materia Viva».

Il 2007 è un anno di riflessione artistica, come testimonia la tournée «Sulu tour», in cui esibendosi per sola voce e chitarra Venuti reinterpreta gli oltre venti anni di carriera in chiave più intimista. Anche se alla fine dell’anno cominciano i lavori per le nuove canzoni, tra cui «A Ferro e fuoco», presentata al Festival di Sanremo. In quell’occasione, dopo più di venti anni, Venuti si esibisce sul palco del Teatro Ariston insieme ai Denovo. L’uscita del nuovo brano sancisce la pubblicazione del primo greatest hits, «L’officina del fantastico».

Nel 2009 arriva il settimo album da solista, «Recidivo» mentre, l’anno dopo, Venuti si lancia nell’avventura musical interpretando Pilato in «Jesus Christ Superstar».

Nel 2012 pubblica «L’Ultimo Romantico», preludio a «Kamikaze Bohemien», disco del 2013 contenente inediti dei Denovo, del quale quell’anno si festeggia il trentennale. E si arriva a «Il tramonto dell’Occidente», uscito nel 2014, disco al centro di questo concerto con cui Venuti inaugura il Festival della Terra delle Gravine.

Info 099.8297911 – www.comune.laterza.ta.it

 

 

CALENDARIO

 

Giovedì 28 luglio

ore 22

piazza Vittorio Emanuele

Mario Venuti in concerto

 

Giovedì 4 agosto

ore 21.30

Antica Fornace (via Minghetti)

Ouverture

Pequena Czarda di Pablo Iturralde

Marianna Di Ruvo e Vittorio Tamburrano (sax)

Capatosta – Crest

 

Venerdì 5 agosto, ore 21.30

piazza Vittorio Emanuele

Batteria Ring

drum contest on the road (Concorso nazionale per batteristi)

 

Sabato 6 agosto

ore 21.30

Piazza San Carlo (centro storico)

Ouverture

Density di Edgar Varèse

Flavio Giove (flauto)

U Parrinu – Teatri di Bari

 

Sabato 13 agosto

ore 21.30

Palazzo Marchesale (piazza Plebiscito)

Notte Bianca a Colori

Artemisia

Silvia Perrone, recitazione e canto

Symbola Brass Ensemble (Antonio Ricciardi, Rosario Calabrese, Leonardo Calabria, G. Battista Ruta, Giovanni Casamassima)

Sax Apulia Quartet (Domenico e Vito di Fonzo, Giuseppe Pace, Nicola Fiorentino)

 

ore 22.30

Piazzale San Lorenzo

Echi delle Murge, percussion performance

Bembé percussion ensemble, direttore Tommaso Scarimbolo

 

 

Giovedì 18 agosto

ore 21.30

Autorottamazione Sa.Tra.Met (via Pineta, 3)

Immond/izia

Dalle città invisibili di Italo Calvino

Opera senza canto

per voce, fisarmonica, archi e percussioni

 

Sabato 20 agosto

ore 21.30

Fontana Antica (via Concerie)

Ouverture

Rebonds di Iannis Xenakis

Giuseppe Zeverino, percussioni – Elisabetta Fusillo, pianoforte classico e preparato

Madre Terra

Storytelling di e con Chiara Visca

Musiche di Giovanni Tamborrino

Light Installation, Ornithes Nicola Genco

 

Giovedì 25 agosto

ore 19

Sala Cavallerizza

Ouverture forming

Laboratorio di ascolto di musica contemporanea

a cura di Giovanni Tamborrino

con Teresa Puntillo (flauto), Chiara Ratti (clarinetto) e Vito Milito (sax)

 

ore 21.30

Palazzo Marchesale (piazza Plebiscito)

Il Gatto e gli Stivali – Teatri di Bari

 

Sabato 27 agosto

ore 21.30

Palazzo Marchesale (piazza Plebiscito)

Ouverture

Sequenza V  di Luciano Berio

Michele Lomuto, trombone

#piùshakespearepertutti – Teatri di Bari

con Vito Signorile e Antonio Stornaiolo


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