Legge per Taranto, ora il confronto con le parti sociali

La legge per Taranto in discussione alla Regione Puglia, comincia ad assumere connotati più precisi. Istituzione di uno sportello di Puglia Sviluppo per “accompagnare” le imprese; avvio di un programma di valorizzazione del patrimonio culturale del capoluogo ionico (a cominciare dal Marta); presenza più incisiva di Arti (Agenzia regionale per la Tecnologia e l’Innovazione); attivazione di un polo per la nautica e la marineria; integrare la formazione universitaria con quella specialistica; introduzione della Zes (Zona economica speciale), un’area delimitata a burocrazia zero e con incentivi fiscali per attrarre investimenti.


Questi i contenuti del provvedimento illustrati dal Capo di gabinetto della Presidenza della Giunta regionale Claudio Stefanazzi in IV commissione. “L’obiettivo principale – ha spiegato  – è quello di individuare il percorso normativo e progettuale per affrontare in modo organico la situazione in cui versa Taranto, partendo dalle carenze e problematiche alla base delle crisi in cui versa la città. La legge regionale verso cui si sta lavorando va in questa direzione, cercando di anticipare il processo di partecipazione. Per realizzare questo obiettivo è stato istituito un gruppo di lavoro coordinato da Gianni Liviano. In prima battuta si sta lavorando per garantire un supporto delle funzioni tecniche regionali alla progettualità locale che presenta un deficit propositivo. L’esecutivo punta molto su questo modello nell’ottica di mutuarlo anche in altre periferie della regione”.



Sul tema specifico della Zes è in corso un approfondimento – come ha fatto presente il presidente della IV commissione Donato Pantassuglia – in Conferenza Stato Regioni e nell’ambito della Conferenza dei Presidenti delle Regioni. Stefanazzi ha fatto riferimento anche all’ultima delibera approvata dalla Giunta regionale, con cui è stato approvato uno schema di convenzione da sottoscrivere con PugliaPromozione, finalizzato a realizzare iniziative tese al rilancio dell’immagine della Città di Taranto come polo turistico e culturale. In tal senso la Regione ha riconosciuto a PugliaPromozione un importo complessivo di 300mila euro.

“Non posso che commentare in maniera positiva e con soddisfazione quanto dichiarato dal capo di gabinetto della presidenza della giunta regionale in fase di audizione in IV Commissione, sulla legge Taranto”. Così Gianni Liviano, consigliere regionale e coordinatore del tavolo tecnico per la legge regionale speciale per Taranto, commenta i lavori della IV Commissione consiliare. Ma quello che più preme rimarcare al consigliere Liviano, è come “l’impianto normativo, frutto di un intenso lavoro del tavolo tecnico da me coordinato e che ha visto l’impegno fattivo di alcuni consiglieri regionali ionici, continui a riscuotere consensi e giudizi positivi. Certo – prosegue Liviano – adesso occorre accelerare la parte relativa al confronto con le parti sociali, e su questo accolgo positivamente la volontà del presidente della IV Commissione, Donato Pentassuglia, di esaurire questa fase prima della pausa estiva, in modo da avviare la fase partecipativa del territorio ionico per la costruzione del piano strategico, che è poi quello che consentirà alla legge per Taranto di camminare con le proprie gambe”.

Positivo anche il commento di Giuseppe Turco (La Puglia con Emiliano), consigliere regionale della provincia ionica. “Quello confezionato per Taranto  – dice – ci sembra un buon testo perché affronta a 360 gradi tutti i problemi della comunità. Dal lavoro all’urbanistica sino alla cultura e alle questioni sociali passando per la valorizzazione di alcune peculiarità come nautica e marineria. Ringrazio la giunta regionale per aver svolto un lavoro importantissimo. Per la prima volta abbiamo un quadro chiaro su ciò che realmente vogliamo per Taranto e per la sua gente. Una comunità spesso ricordata dalle cronache per i suoi atavici problemi ambientali. E invece no. Questo disegno di legge ci dice che Taranto può anche essere altro, con i suoi siti archeologici, con le sue vocazioni commerciali e con potenzialità ancora inespresse. Si tratta quindi di un lavoro di grande ricucitura sociale. Sul quale però saremo sempre vigili attenti”.



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