Liberi e Pensanti: ministro Di Maio, venga all’Ilva di Taranto

“Il neo Ministro dello Sviluppo Economico e Vice Premier, Luigi Di Maio, venerdì sarà a Brindisi e Barletta per chiudere la campagna elettorale delle prossime elezioni comunali. Quale occasione migliore per dimostrare con i fatti che questo governo vuole un futuro differente per Taranto, venendo in città e toccando con mano il problema Ilva?”


Questo l’invito del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti che, alle elezioni politiche di marzo ha sostenuto proprio il movimento 5 stelle. “Negli ultimi giorni – scrive il Comitato – sono state diverse le dichiarazioni rilasciate da esponenti della maggioranza, spesso in contrasto tra loro. Una serie infinita di interviste con relative rettifiche e smentite che ci lasciano quantomeno perplessi. A questo punto, visto la vicinanza tra Taranto e Brindisi, invitiamo Ministro Di Maio a visitare lo stabilimento e, naturalmente, come operai di questo comitato, siamo pronti a fargli da guida all’interno di quei reparti – molti dei quali sotto sequestro – che continuano a marciare per i decreti scellerati dei governi precedenti, inquinando e uccidendo cittadini e lavoratori”.



“Anche in passato – continua l’appello – ci siamo offerti come Ciceroni, ma i ministri e capi di governo precedenti non hanno voluto cogliere l’occasione di rendersi conto realmente delle condizioni dello stabilimento, accampando mille scuse e pretesti. Dai rappresentanti del Governo del cambiamento, che ha posto nel contratto la volontà di riconvertire l’intera area di Taranto, pretendiamo un comportamento diverso: una ispezione minuziosa all’interno di Ilva, in cui mai nessun ministro è stato portato durante i tour telecomandati, è certamente opportuna oltre che indispensabile. Noi siamo disponibili e siamo pronti. Per venerdì o qualsiasi altro giorno ma, certamente, prima che ArcelorMittal prenda possesso della gestione dello stabilimento e, quindi, prima del 1 luglio 2018”.

Secondo il Comitato liberi e pensanti “la riconversione ha bisogno di tempo e non va improvvisata, ma progettata nei minimi particolari. Ciò che può partire immediatamente è il fermo degli impianti fatiscenti, iniziando proprio da quelli in cui è presente l’amianto. Inoltre crediamo che il Governo debba rendere pubbliche le parti del contratto di vendita tutt’oggi secretate perché Taranto merita rispetto”.


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