Mariella Nava: Anche in passato le Giurie… Ultimo? Impari da Renato

Mariella Nava: Anche in passato le Giurie… Ultimo? Impari da Renato

La testimonianza diretta di una protagonista, attrice di spessore, tarantina, molto apprezzata dagli addetti ai lavori e begli Anni novanta (soprattutto) tra le firme e le voci preferite di Zero, Morandi, Minghi e non solo.


Mariella Nava affida a facebook il ricordo di alcuni Sanremo nel corso dei quali la Giuria, con il suo voto, aveva già ribaltato il giudizio popolare premiando la cosiddetta qualità a scapito di altri criteri. Un post di classe e d’istinto, come nello stile della Nava. E una lezione per il giovane Ultimo…:



“Calma…..Calma……Calma…..!
Ma che cos’ è tutto questo rumore? Rimettiamo a posto un po’ le cose…. Esiste un regolamento da tempo che prevede che si aggiunga per il verdetto finale del podio di Sanremo il giudizio della sala stampa, più quella della giuria d’ onore ( o come si diceva prima “ di qualità “ ) al verdetto popolare del televoto. Andiamo prima sul tecnico di questa scelta e cioè che è da anni che questa somma (a torto o a ragione) sforna i primi tre nomi, perché va a mediare una maggiore notorietà di questo o di quel personaggio, in un determinato momento di esposizione, con un giudizio un po’ più tecnico
sull’ esibizione e sulla canzone di tutti i personaggi che sono presenti in gara.
È già successo di tutto nel tempo e ricordo di essere stata anche protagonista di qualche storia simile….
Ricordo per esempio nel 2000 che io, in coppia con Amedeo Minghi, con il brano ( Futuro come te ) e altri nomi popolari, come Marco Masini, Mietta ed altri amati ancora, fummo catapultati interamente nella parte bassa della classifica per privilegiare Samuele Bersani che aveva un brano nobilissimo ma un po’ complesso o per far vincere il bel brano degli Avion Travel perché, si disse allora, il pubblico ci arriva un po’ più tardi a comprendere certe preziosità ….
e ancora accadde L’ anno prima a me da sola con Così è la vita nel 1999, che la giuria di qualità formata da Morricone, Brizzi, Verdone, De Angelis, Pivano e tanti altri grandi nomi, cambiarono le prime tre posizioni ribaltandole esattamente come adesso, ritenendo Anna Oxa un progetto più discografico per quell’anno rispetto al mio, insomma, mettendo insieme ragionamenti o valutazioni “più interni” che il pubblico non può sapere o pensare.
Sicuramente è strano, forse si cambierà il regolamento presto, ma volevo fare notare che è sempre avvenuto e non per questo si sollevano polveroni politici….o non si accetta da parte del pubblico il verdetto.
Io ricordo che ero felice del mio terzo posto e che anche se qualcuno mi diceva che avrei dovuto vincere io secondo la votazione popolare, non mi feci rovinare quella felicità ….
Loredana ha vinto tutto e quindi neanche sto lì a dire che a volte non avere neanche un premio vale più che riceverne cento, come successe a Vasco Rossi….da quella Vita spericolata in poi…
Vorrei dire a Ultimo di essere contento !
È arrivato secondo ed è una bellissima posizione.
E a voi che avreste voluto Ultimo al primo posto,
di sostenerlo adesso nelle scelte di acquisto dei dischi e nei concerti, se pensate che avrebbe meritato di più….!
Lasciate la politica fuori da questi discorsi.
Non facciamoci strumentalizzare anche nelle nostre personali passioni…. sarebbe come cadere in una trappola….
Non vi scatenate contro un ragazzo che può voler essere felice di una sua personale vittoria …. in fondo Alessandro è un ragazzo che canta e ama la musica…. come tutti noi….
Non amareggiamogli un suo bel momento perché non ha nessuna colpa.
Ha solo forse una canzone che, rispetto alle altre, ha avuto un gioco di mani ritmiche d’ orchestra che ha preso, in mezzo a tanto “parlato”, ha avuto una sonorità più interessante, con scale arabe di canto che si sono distinte in mezzo alla poco dichiarata melodia del festival intero, insomma ha avuto maggior consenso di critica che può avvertirlo prima e che con quel terzo posto popolare ( da televoto ), come somma, ha generato poi la classifica finale.
Io a Ultimo e a tutti i suoi fans, voglio regalare un sorriso con questo episodio significativo:
Anche Renato Zero si classificò secondo nel ‘91 con “Spalle al muro”, dietro Riccardo Cocciante
con “Se stiamo insieme” e, con la sua impareggiabile ironia e la sua solita grandezza, alla domanda in sala stampa di “… cosa si prova ad arrivare secondo ed essere in realtà Primo? “ di qualche giornalista, lui rispose: “ A Ni’, ma io SONO secondo, mi chiamo Zero e sono fieramente secondo come il Vangelo: “Secondo Luca, Secondo Matteo, ecc...”
Imparate ragazzi….. imparate…..❣️🤗👁🎼✍🏻


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