Melucci a muso duro: Qui non scherziamo, il Governo rispetti Taranto!

Ministri e sottosegretari che vanno e vengono. Il ponte vissuto come una porta girevole dalla quale si accede in città, si svolge un incontro, si attende un  microfono e poi via… a Roma, pensando di aver servito Taranto. E senza incontrare il sindaco, anzi attaccandolo pure. Melucci non ci sta e in buona sintesi chiede rispetto per se stesso e per la comunità che rappresenta.


Non ci prendono sul serio? Illogico il nostro ricorso contro l’Aia rilasciata ad Ilva? Tornerò da Calenda con il documento fra le mani e intanto De Vincenti non rilasci dichiarazioni “al limite dell’offensivo”.



E’ un sindaco a muso duro quello che ingaggia la battaglia politica contro il Governo.

IL COMUNICATO DI PALAZZO DI CITTA’

 

“Buffa questa usanza che ultimamente caratterizza ministri e vice ministri del governo, peraltro con deleghe importantissime, di fare comparsate a Taranto senza prevedere un saluto al sindaco, di non accertarsi che negli incontri cui vengono invitati sia prevista la presenza del primo cittadino o, peggio ancora, di organizzare improvvisate conferenze stampa davanti alla prefettura per toccare argomenti sensibili della mia comunità, senza rispettare le basi minime del garbo istituzionale.


Buffa, altresì, la recente dichiarazione del ministro De Vincenti che parla di “soluzione non logica”, circa l’intenzione di impugnare il Dpcm sull’Aia Ilva. Se il ministro me lo avesse detto vis a vis, lo avrei pregato, sempre di persona, di concedermi il beneficio del dubbio, considerato che ad oggi non si registrano mie dichiarazioni poi rivelatesi illogiche, false o superficiali.

Invito se possibile a mantenere sempre alto il livello del dibattito senza scadere in dichiarazioni al limite dell’offensivo, quando si commentano scelte che tutto sono fuorché teatrali o dettate dal desiderio di ribalta, clamore o vetrina elettorale. A Taranto ci si ammala sul serio e si lotta drammaticamente per il posto si lavoro. Di sicuro al Comune nessuno ci scherza su.

Ci si confronti anche aspramente sulla sostanza delle questioni ambientali, sanitarie ed occupazionali, ma chiedo di mantenere anche nella forma il decoro e il rispetto che la città merita.

Sarà mia premura tornare presto al ministro Calenda con evidenza del deposito del ricorso che tutta Taranto attende, anche considerato che avevamo richiesto al Mise per la data di venerdì 24 novembre una convocazione formale per Taranto e non è mai giunto alcun utile riscontro”.


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