Meno reparti, meno posti letto, meno medici e infermieri, così la Regione penalizza Taranto

Il Piano regionale di riordino ospedaliero penalizza Taranto: “non migliora le esigenze di Taranto e della sua provincia e va in controtendenza rispetto all’attenzione che meriterebbe, nel contesto più generale della questione ambientale che tanto fortemente penalizza i nostri concittadini”.


E’ questo uno dei passaggi contenuti nella mozione che sarà discussa oggi dal Consiglio comunale di Taranto. Il testo fa seguito alla discussione avvenuta nella seduta del 20 maggio 2016, allargata agli operatori sanitari ed ai consiglieri regionali che ha esaminato il documento della Regione Puglia rispetto alla situazione socio-sanitaria della provincia ionica. Di seguito il documento che oggi dovrebbe essere approvato dal Consiglio comunale di Taranto.



“Dal dibattito è emersa una grave condizione di emergenza sanitaria e socio-sanitaria; come d’altronde è emersa l’assenza di reparti ospedalieri di grande importanza, funzionali a contrastare patologie mediche in qualche misura connesse alla particolare condizione ambientale, quali: Pneumologia; chirurgia toracica (le 6 chirurgie toraciche possibili in Puglia sono distribuite in maniera disomogenea n. 3 presso l’ASL di Bari, n. 2 presso l’ASL di Foggia e n. 1 presso l’ASL di Lecce); onco-ematologia pediatrica; allergologia; radioterapia metabolica. Nello specifico si ritiene che:

  1. l’attuale piano di riordino ospedaliero non tiene conto dell’esigenza della città di Taranto e della sua Provincia di avere strutture ospedaliere e personale sanitario competente ed adeguato numericamente al bacino d’utenza di circa 560.000 abitanti;
  2.  il predetto piano è caratterizzato da una ridotta dotazione di posti letto di lungodegenza, inferiore allo standard nazionale, oltre che dalla impossibilità a garantire ulteriori periodi di cure PPA (riabilitazioni postacuzie) , di terapie legate a malattie cardiologiche e traumatologiche, nonché dall’assenza nel presidio ospedaliero di II° livello SS. Annunziata-Moscati del reparto di pneumologia ospedaliera e di tutto quanto necessario ai percorsi dell’urgenza respiratoria acuta o riacutizzata;
  3. Taranto e i Comuni della sua provincia necessitano di un polo oncologico autonomo, di unità di terapia semi- intensiva respiratoria, servizio di broncoscopia interventistica, necessaria alla tipizzazioni delle lesioni dell’apparato respiratorio e alla successiva terapia oncologica, ha bisogno di strutture idonee all’accoglienza delle famiglie dei malati e ad una capillare assistenza domiciliare degli stessi, che meritano una maggiore ed efficace tutela dei propri diritti;
  4. Taranto ha diritto ad avere una pianta organica di medici Asl adeguata allo standard nazionale e non può rinunciare alle circa duemila unità non occupate e non previste;
  5. esiste l’esigenza di avere a Taranto un centro sanitario specializzato per persone affette dalla sindrome di Down, dotato di day hospital ambulatoriale e servizio di neuropsicologia con dotazione di figure professionali;
  6. Taranto presenta delle criticità sanitarie che la rendono particolarmente degna di tutela del diritto alla salute e dei diritti del malato, visto l’incremento di malattie croniche degenerative connesse al rischio ambientale,
  7. valutati tutti gli argomenti esposti nelle istanze pervenute, nonché la valenza di ogni intervento nel merito;

DI SEGUITO VENGONO RIPORTATI GLI INDICATORI MACRO, TUTTI SFAVOREVOLI NELL’AREA TARANTINA:

i posti letto previsti per Taranto sono 2,8 p.l.x1000 abitanti rispetto ad una media della Puglia di 3,4 p.l.x1000 ab. e media nazionale di 3,7 p.l.x1000 ab.; tasso di occupazione dei posti letto nel 2015 superiore al 100%; indice di turnover negativo (che rappresenta il tempo intercorrente tra un ricovero e l’altro e quindi negativo quando il tasso di occupazione è superiori al 100%); alti dati di migrazione passiva, stimati nel recente passato in oltre 20 mila pazienti annui dalla Provincia di Taranto verso altre ASL pugliesi, circa 10 mila dalla provincia di Taranto verso altre regioni.


E’ senz’altro condivisa l’esigenza di un riordino della rete ospedaliera, quale atto necessario ai fini riorganizzativi e di razionalizzazione delle risorse. Esso deve essere interpretato come strumento programmatorio di riequilibrio e non di pregiudizio a condizioni già conclamate come carenti come quella jonica. Occorre assicurare al nostro territorio standard omogenei di posti letto, al pari delle altre province. Oggi esso è di molto al di sotto degli standard di cui all’art. 1, c.2 del DM 70/2015.

Per tutto quanto sopra premesso e tenuto conto dei diversi interventi resi nel corso del dibattito consiliare ed alle proposte pervenute alla Presidenza dalle varie associazioni e rappresentanze ed organismi, allegati al presente atto, quale parte integrante e sostanziale, il Consiglio Comunale di Taranto chiede

AL MINISTERO DELLA SALUTE E ALLA REGIONE PUGLIA

di rivedere il piano di riordino ospedaliero della stessa Regione, accogliendo tutte le richieste e le valutazioni proposte con il presente documento, ed i suoi allegati, allo scopo di valutare ogni variazione migliorativa della situazione attuale, in virtù di una visione Nazionale che rivolga a Taranto la giusta attenzione, dando nel contempo ai cittadini della città Jonica e dei Comuni limitrofi, la garanzia di un sistema sanitario pronto ed efficace e che risponda a pieno alle esigenze legittime di coloro che hanno bisogno di ascolto, di assistenza, di cure e di sentire la vicinanza e l’efficienza delle Istituzioni Nazionali e locali;

di rendere strutturale la Formazione Universitaria: potenziando le professioni sanitarie e istituendo la Facoltà di Medicina con potenziamento per mantenere i corsi di laurea a Taranto; garantendo ai docenti universitari di poter svolgere le tre funzioni istituzionali di: didattica, ricerca e assistenza; si chiede, inoltre, la realizzazione di un Centro di Eccellenza per la Ricerca e la Cura delle Malattie Oncologiche (IRCCS).


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