Migranti e sicurezza, sarebbe utile un confronto tv Spataro-Salvini

Migranti e sicurezza, sarebbe utile un confronto tv Spataro-Salvini

La solidarietà non è un sentimento ma un diritto. Lo Diceva Rodotá e Spataro, all’Universitá di Taranto, comincia da qui. Ci piacerebbe assistere  ad un confronto in diretta tra lui e l’attuale ministro dell’Interno, capofila della propaganda su migranti e sicurezza. Ma non è tempo di faccia a faccia: le stesse tv sembra li evitino accuratamente, nei talk show si preferisce dare sfoggio di appartenenza (ahinoi anche giornalistica..) e non di competenza. Chi urla crede di avere ragione, chi si sovrappone pensa di vincere, chi interrompe si crede furbo. E il messaggio elettorale resta: c’è bisogno di difendersi, i cattivi arrivano senza passaporto, la sostituzione dei popoli è in atto….


Su invito di Gianni Liviano, l’ex procuratore di Torino, tarantino doc ed “ex atleta della Rari Nantes” (ci tiene tanto ad entrambe le cose ..) sta girando l’Italia per divulgare quella che lui steso definisce la contronarrazione. Non ditegli cose del tipo ‘i terroristi arrivano con i migranti, i problemi in Italia arrivano con i migranti ..’. Potrebbe smontarvi, dati e fatti alla mano, non prima di aver speso un sorriso amaro. Ha indagato e ha combattuto il terrorismo in Procura, a Milano,  per troppi anni, per cadere, come tanti, nella nassa qualunquista e sovranista.



‘Ogni individuo ha il diritto di care e godere asilo dalle persecuzioni .. ogni individuo ..’ Spataro, fatti salvi i limiti che la legge assegna a qualsiasi riconoscimento umanamente legittimo,  legge i Diritti dell’Uomo ed è costretto a ricordare cose ovvie, sancite nel Dopoguerra e alle quali la nostra Costituzione si collega negli articoli 10 e 13, ricorda Spataro. Basterebbero il buonsenso e una spolverata di cultura media per fermarsi e smontare la paura del prossimo, dal vicino di casa al migrante d’oltre mare. Ma non è tempo di buon senso, di confronti aperti, di leggi alla mano e segnali di minima umanità. Ci sono voti da raccogliere, istanze da costruire ed urlare, risposte frettolose da imbastire lungo il cammino che porta alle urne. Spataro non ci sta, combatte a suo modo il populismo dilagante e incontra la gente dove può. Chissà se un giorno avrà l’opportunità massmediatica di confrontarsi con l’attuale ministro dell’Interno e chi come lui pensa che i problemi di questo Paese giungano da lontano, magari a bordo di un barcone, tra un bambino che piange e una donna… ferita. 


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