Mittal, altre 13 settimane di cassa integrazione a Taranto

Mittal, altre 13 settimane di cassa integrazione a Taranto

Questa mattina ArcelorMittal ha incontrato di sindacati di Fim, Fiom, Uilm e Usb dell’ex Ilva di Taranto. Al centro dell’incontro l’ennesima procedura di cassa integrazione ordinaria per tredici settimane, a partire dal 16 novembre per un numero massimo di 8.140 dipendenti tra operai, impiegati e quadri.


Secondo quanto riferiscono i sindacati in una nota stampa, l’azienda avrebbe sostenuto che, “a causa dell’emergenza Covid 19 continua ad avere riflessi in termini di calo commesse e ritiro degli ordini prodotti. Inoltre, il parziale blocco di parte delle attività produttive, manifatturiere e distributive e commerciali ha reso difficilissimo anche la chiusura degli ordini e delle fatturazioni visto il drastico calo registrato in questi mesi dei volumi e di conseguenza delle attività produttive”.



ArcelorMittal “ha dichiarato – aggiungono i sindacati – che nonostante gli sforzi profusi per reperire nuove ed alternative occasioni di lavoro, tutt’ora in corso, si trova nella condizione di dover procedere ad una riduzione della propria attività produttiva”. Attualmente a Taranto in Cigo risultano 3300 dipendenti, mentre dalla settimana che andava dal 5 all’11 ottobre in cassa risultavano 3580.

Confermate le rotazioni bisettimanali del personale nei vari reparti: Tra Acciaieria 1 e Acciaieria 2 in totale sono 73 i lavoratori coinvolti (40 dell’esercizio e 33 delle manutenzioni); dal Treno nastri 1 stanno ruotando 30 lavoratori dell’esercizio, sul Treno nastri 2; inoltre, 18 lavoratori dell’Altoforno 2 (fermo), stanno ruotando su Altoforno 2 e Altoforno 4.

Il coordinatore di fabbrica della Fim Cisl ionica Vincenzo La Neve ha chiesto l’integrazione salariale alla Cigo, “ma dall’azienda – spiega la stessa Fim – non c’è stata alcuna disponibilità ad accogliere tale richiesta. Anche rispetto alle rotazioni, abbiamo chiesto di aumentare la platea dei lavoratori coinvolti, in modo da alternare giornate di lavoro a giornate di Cigo. A margine della riunione La Neve, considerata la nuova recrudescenza dell’emergenza sanitaria da Covid-19, ha sollecitato l’azienda ad attuare il percorso già concordato dei test sierologici sui dipendenti, per offrire maggiore tranquillità e sicurezza a tutti i lavoratori presenti in fabbrica”.



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