Mittal e dintorni, facciamo chiarezza

Mittal e dintorni, facciamo chiarezza

Vicenda Mittal, brevi considerazioni dopo gli eventi delle ultime ore. Urge fermo immagine dopo i fatti di questi giorni:


I magistrati di Taranto non hanno ‘chiuso Ilva’.   I magistrati di Milano non hanno ‘riaperto Ilva’ (troppe chiacchiere, tanta confusione dai social ai bar).  Entrambi gli Uffici hanno avviato procedure innescate dal ricorso dei commissari al Tribunale contro il recesso di Mittal (Milano) e dalla denuncia degli stessi commissari (Taranto). In entrambi i casi è stata  aperta un’inchiesta. Milano su iniziativa della Procura stessa, Taranto su denuncia di parte. Mittal non ha ritirato i suoi propositi: 5000 esuberi. E continua a dire e non dire che il problema era e resta lo scudo penale. Tutti i partiti lo sanno, tutti i partiti lo vogliono ripristinare.



Mittal ha sospeso il cronoprogramma di spegnimento degli impianti, gli avvocati di Mittal sanno bene cosa abbia inteso il Tribunale milanese con ‘l’invito’ a fermare lo spegnimento. Si va aprendo la strada al nuovo commissariamento, con prestito ponte della Cassa Depositi e Prestiti. Probabilmente.

Non ci risulta che stanotte Mittal abbia saldato le fatture con l’indotto.
Non ci risulta che Ilva as abbia onorato i debiti del recente passato.  Il presidio davanti alla portineria D del siderurgico di Taranto prosegue. Si va aprendo la strada che porta quantomeno alla metà degli esuberi chiesti da Mittal. Probabilmente.

Se gli stabilimenti non chiudono, difficile ipotizzare che una gestione ‘criminale’ possa fare a meno dello scudo penale. Mentre scrivo, non mi vengono in mente nomi di manager votati al martirio.


Non ci risulta che E312 non abbia emesso negli ultimi giorni.

Ecco la comunicazione di ieri sera firmata da Mittal. “AM Investco accoglie l’invito del Tribunale di Milano a partecipare alla discussione tra tutte le parti coinvolte il 27 novembre. A seguito della recente richiesta dei Commissari dell’Ilva al Tribunale di Milano volta all’ottenimento di provvedimenti provvisori relativi all’acciaieria di Taranto, AM InvestCo Italy prende atto e saluta con favore l’odierna decisione del Tribunale di non accogliere la richiesta di emettere un’ordinanza provvisoria senza prima aver sentito tutte le parti.  L’udienza in Tribunale è fissata per il 27 novembre. AM InvestCo seguirà l’invito del Tribunale a interrompere l’implementazione dell’ordinata e graduale sospensione delle operazioni in attesa della decisione del Tribunale. Tale processo è in linea con le migliori pratiche internazionali e non recherebbe alcun danno agli impianti e non comprometterebbe la loro futura operatività”.


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