Mittal, i sindacati insistono: troppi lavoratori in fabbrica. Rischio elevato di contagio

Mittal, i sindacati insistono: troppi lavoratori in fabbrica. Rischio elevato di contagio

Non cambia la posizione di Fiom, Fiom, Uilm, Usb sull’emergenza covid-19 nello stabilimento siderurigico di Taranto. Anche dopo l’incontro di ieri sera con il prefetto Demetrio Martino, le organizzazioni sindacali restano fermamente convinte che “la presenza di un numero così elevato, tra diretti ed appalto (5500, ndr), rappresenta un grande rischio di contagio da Covid-19”.


Nella nota unitaria diramata al termine della riunione i rappresentanti dei lavoratori sostengono “con fermezza che bisogna intervenire assolutamente per ridurre il numero dei presenti, al fine di diminuire gli assembramenti all’interno dello stabilimento per la tutela della salute di tutti i lavoratori. Salute, che mai come in questo momento, è prioritaria rispetto alla produzione”.



“Avevamo la necessità di ricevere chiarimenti rispetto al decreto prefettizio del 26 marzo 2020 – scrivono Fim, Fiom, Uilm, Usb – sua eccellenza il Prefetto ha spiegato le motivazioni giuridiche (contenute all’interno del Dpcm) e tecniche che lo hanno portato alla stesura del provvedimento e che come organizzazioni sindacali abbiamo contestato.
In riferimento alla questione comandate per la salvaguardia impianti, ci siamo riservati di fornire al prefetto gli accordi tuttora in essere, che come sindacato riteniamo validi a tutt’oggi”.

Secondo i sindacati la produzione può essere fermata e gli impianti possono essere mantenuti in sicurezza in regime di comandata, con l’utilizzo giornaliero di poco più di mille dipendenti. Su questo, però, non c’è condivisione con l’azienda secondo la quale in questo modo si potrebbe compromettere l’integrità degli impianti.


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