Mittal, la denuncia dei sindacati: situazione critica nello stabilimento di Taranto

Mittal, la denuncia dei sindacati: situazione critica nello stabilimento di Taranto

La situazione impiantistica nello stabilimento Arcelor Mittal di Taranto rischia il collasso. Inoltre, l’annunciata sospensione delle attività Aia per l’emergenza covid, non sarebbe mai avvenuta. E’ quanto denunciano Giuseppe Romano e Francesco Brigati della segreteria Fiom Cgil di Taranto, in un documento inviato al presidente del Consiglio, ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.


“In data 01/04/2020, a seguito di un incontro con le organizzazioni sindacali e il custode giudiziario Barbara Valenzano – scrivono i sindacalisti – Arcelor Mittal comunicava la momentanea sospensione delle
attività in corso nei cantieri impegnati all’attuazione delle prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Tale condizione si rendeva necessaria al fine di ridurre il numero di personale delle ditte esterne all’interno dello stabilimento AM per il contenimento del Covid-19. Ad oggi, però, non ci risulta ci sia stato un atto formale da parte del Ministero dell’Ambiente, sia sulla sospensione che sulla successiva ripresa delle attività previste dal DPCM del 27 settembre 2018. Infatti, in data odierna risultano ancora fermi i cantieri”. Per questo “la Fiom Cgil richiede, qualora presente, l’atto formale con il quale è stata disposta la sospensione delle attività previste dall’Aia”.



Romano e Brigati, inoltre, segnalano “una situazione impiantistica che rischia il collasso qualora si dovesse continuare con un regime di produzione di ghisa negli altiforni al di sotto del minino tecnico. Tale
condizione sta determinando grossi problemi agli stessi impianti che continuano ad avere continui stop and go sottoponendo, pertanto, gli altoforni ad un alto rischio di problemi di sicurezza e danneggiamenti impiantistici. Si rende pertanto necessario un immediato intervento del governo affinché si valuti attentamente questa difficile fase, a partire dalla ripresa delle attività di natura ambientale e impiantistica dello stabilimento di Taranto. Il tempo è scaduto. Bisogna agire subito”.

Intanto oggi Arcelor Mittal ha convocato i sindacati per comunicare alcune variazioni rispetto all’assetto attuale di marcia dello stabilimento. A seguito del rallentamento produttivo di alcuni clienti, l’azienda fermerà alcuni reparti a partire da domani. In una nota stampa congiunta Fim, Fiom, Uilm e Usb evidenziano “le criticità rispetto alla fase che attraversa lo stablimento siderurgico di Taranto e ritengono inaccettabili e ingiustificate le modalità con cui l’azienda, a seguito di una comunicazione di ripartenza degli stessi impianti di pochi giorni fa, modifichi di fatto, quanto precedentemente comunicato”.

I sindacati ritengono “immotivate le scelte della multinazionale ed è
del tutto evidente che provi a celarsi dietro una strategia già definita.
Pertanto, riteniamo necessario un immediato intervento da parte del Governo per salvaguardare il futuro occupazionale e ambientale del territorio ionico vista la sua strategicità più volte ricordata nei decreti d’urgenza da vari governi che si sono succeduti in questi lunghi anni di vertenza ex Ilva”.



Annunci

Dove andare a Taranto

Tarentum, la nuova stagione
from to
Scheduled